Vladimir Putin accordo con l’Egitto per la costruzione della prima centrale nucleare egiziana

Il contratto definitivo per la costruzione della prima centrale nucleare egiziana è stato firmato l’11 dicembre 2017, durante una visita al Cairo da parte del presidente Vladimir Putin. Il contratto per costruire l’impianto a Dabaa – sulla costa del Mediterraneo – è stato firmato durante una cerimonia trasmessa dalla televisione di Stato alla presenza del leader e presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
E’ la seconda visita di Putin in Egitto in tanti anni, questa volta ha avuto colloqui con la sua controparte egiziana sui legami in rapida espansione dei loro paesi. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha visitato la Russia tre volte da quando ha espulso il suo predecessore islamista in un colpo di Sato nel 2013: dopo l’insediamento ha speso miliardi di dollari per acquistare armi russe, compresi aerei da combattimento ed elicotteri d’assalto.
Il mese scorso Mosca ha approvato un progetto di accordo con il Cairo per consentire agli aerei militari russi di utilizzare le basi militari egiziane, ciò segna un efficace salto nei legami bilaterali, confermando il ruolo militare in espansione di Mosca in un turbolento Medio Oriente. L’accordo probabilmente infastidirà gli Stati Uniti, fino ad ora uno dei migliori alleati militari dell’Egitto.
Putin è volato al Cairo dopo una breve visita inaspettata alla base russa di Hmeimim in Siria. Hmeimem è stato il principale punto d’appoggio per la campagna aerea della Russia a sostegno del presidente siriano Bashar Assad, ha contribuito a ribaltare le sorti della guerra contro i gruppi ribelli quando Mosca ha lanciato attacchi aerei nel 2015.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato Putin all’aeroporto internazionale del Cairo, i due leader in seguito si sono recati al palazzo presidenziale di Ittahidyah, nell’elegante sobborgo di Heliopolis, al Cairo, dove hanno iniziato i colloqui.
Gli stretti legami dell’Egitto con la Russia risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta, quando il Cairo divenne il più vicino alleato arabo di Mosca durante il culmine della guerra fredda.
L’Egitto ha cambiato alleati negli anni Settanta sotto la guida del defunto Presidente Anwar Sadat, ha sostituito Mosca con Washington come principale sostenitore economico e militare del suo paese dopo la firma di un trattato di pace sponsorizzato dagli Stati Uniti con Israele.
L’Egitto da allora è diventato uno dei principali beneficiari degli aiuti economici e militari statunitensi, sotto il presidente Abdel Fattah al-Sisi è stato in grado di mantenere stretti legami sia con la Russia sia con gli Stati Uniti, cosa impensabile durante la guerra fredda.
Il Cairo ancora non è riuscito a convincere Mosca a riprendere i voli verso l’Egitto, sospesi dall’ottobre 2015 quando il gruppo di Stato islamico ha abbattuto un aereo di linea russo sulla penisola del Sinai, uccidendo 224 persone a bordo. L’Egitto da allora ha speso milioni di dollari per migliorare la sicurezza nei suoi aeroporti, ha subìto numerosi controlli da parte di esperti russi per accertare il livello di sicurezza delle strutture.
La sospensione dei voli russi ha inferto un devastante colpo all’industria vitale del turismo egiziano, anche il Regno Unito, un’altra importante fonte di visitatori, dal giorno dello schianto dell’aereo russo ha sospeso i voli per Sharm el-Sheikh, una località del Mar Rosso nel Sinai da cui l’aereo di linea russo è decollato poco prima che si schiantasse.
Il problema della mancanza di turisti russi è molto sentito, un quotidiano del Cairo fedele al governo in prima pagina, rivolto a Putin in russo e in arabo ha scritto:
“Vostra eccellenza: il turismo russo quando tornerà in Egitto?”
L’Egitto ha sostenuto il coinvolgimento militare della Russia nella guerra civile siriana, una politica che si era scontrata con la posizione assunta dall‘Arabia Saudita, principale alleato del Cairo e sostenitore finanziario.
I sauditi, tuttavia, hanno progressivamente attenuato la loro opposizione al coinvolgimento russo, hanno intrapreso una serie di passi per scongelare decenni di gelide relazioni con Mosca. Sia i sauditi sia gli egiziani, secondo gli analisti, sperano ora che la presenza della Russia in Siria possa contribuire a ridurre la crescente influenza dell’Iran, nella regione è fonte di allarme per il Cairo e per Riyad.
L’Egitto, nel frattempo, ha alzato il proprio profilo in Siria negoziando il cessate il fuoco tra il governo e le forze di opposizione con la benedizione di Damasco e Mosca.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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