Kim Phuc, la piccola vietnamita, sfuggita al napalm degli americani, catturata per sempre dalla storia

La bambina nuda e magra nell’immagine [clicca per visualizzare], è Phan Thi Kim Phúc, conosciuta come Kim Phuc, l’anno è il 1971, aveva nove anni, disperata, correva nuda perché gli indumenti che aveva indosso erano stati bruciati con la sua pelle dalle bombe al napalm, lanciate dagli americani su Trang Bang, il suo villaggio. Il fotografo Huynh Cong Ut, conosciuto dai suoi colleghi come Nick, si trovava in quelle zone per realizzare un servizio fotografico per conto dell’Associated Press: fotografava i vietnamiti che fuggivano (chi riusciva a farlo), dai villaggi incendiati con il napalm.
La drammaticità della foto, sintetizza la brutalità e la tragedia di quel conflitto. L’immagine diventata il simbolo della guerra del Vietnam, ha vinto il Pulitzer, il più prestigioso premio americano per il giornalismo.
Il ragazzo in primo piano, Tom, è il fratello più grande di Kim Phuc, è sopravvissuto all’attacco ma ha perso un occhio.
Huynh Cong Ut, il fotografo, dopo il famoso scatto, versò acqua sulla bambina, prese lei ed altri bambini e li portò in un ospedale vicino Saigon. La piccola Kim Phuc, trascorse quattordici mesi in ospedale, subì 17 operazioni per guarire dalle gravi e orrificanti ustioni sulla sua pelle. Diventata grande, ha studiato medicina [qui, una sua intervista del 2009 su Rai Due, inizio intervista dal 10′ minuto]. Ora è ambasciatrice dell’Unesco, vive in Canada.

Liberamente tradotto da Kim Phuc – The napalm girl

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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9 thoughts on “Kim Phuc, la piccola vietnamita, sfuggita al napalm degli americani, catturata per sempre dalla storia

  1. molto interessante,patti.ho ben presente quella immagine.Tra il 1970 e il 1975 mi ricordo di almeno due grosse manifestazioni a milano e roma.Certo che la storia del carnefice diventato pastore metodista,che non sapeva,non è che mi convinca molto.Brava invece lei, a non aver perso la sua umanità,nonostante..

  2. me la ricordo quella foto (non perchè ero già nata!!!), da bambina mi capitava sempre tra le mani

  3. LinoPer le manifestazioni, le posso solo immaginare, per il carnefice pentito, anche io la penso come te, bruciavano sistematicamente i villaggi con la scusa di stanare i guerriglieri. La verità è che a rimetterci erano donne e bambini.
    Momolina Anche io non ero nato, l’immagine l’ho vista in più occasioni.
    Capuncione Questa foto non lascia nulla all’immaginazione, rappresenta la brutalità di tutte le guerre.

  4. Mi commuovo ogni volta che la guardo, questa foto.

    Me la ricordo benissimo, ero un bambino all’epoca, e mi chiedevo (ero un ingenuone) perchè potessero avvenire cose del genere senza che nessuno si arrabbiasse veramente.

    Me lo chiedo ancora.

    Un sorriso fanciullino

    Mister X di Comicomix

  5. …la storia di questa donna è commovente. quella foto di lei da piccola è straziante. racchiude in sè dolore, disperazione…e tanto altro ancora…

    ciau patti, buon week end!

  6. Questa foto è l’emblema dell’orrore di tutte le guerre.

    Questa immagine è rimasta impressa per sempre nella mente di tutti, ma l’essere umano purtroppo non ha ancora imparato nulla dal passato.

    Baciotto*

  7. Comicomix Domande che tra una guerra e l’altra, continuano a non ricevere risposta.
    TheHours una foto molto drammatica e rappresentativa.
    Raganella bentorata, baciotto*
    Grazia Altre immagini di guerre, si sono sovrapposte a questa, aggiungono ai nostri occhi, altri drammi, morti, sofferenze. Baciotto*

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