L’hashtag Bringbackourgirls per le 200 studentesse nigeriane, twittato più di 1 milione di volte

Il trend #BringBackOurGirls iniziato ad Abuja in Nigeria meno di due settimane fa, è stato avviato da un gruppo di attivisti per esercitare pressioni sulle autorità a impegnarsi maggiormente per trovare le ragazze nigeriane rapite e portarle in salvo. Ibrahim M Abdullahi, un avvocato di Abuja, è stato uno dei primi a usare l’hashtag, ha detto:
«Inizialmente non era una campagna coordinata, solo poche persone in Nigeria hanno twittato messaggi di sensibilizzazione nella speranza di interessare la comunità internazionale. Ora ad Abuja dietro #BringBackOurGirls c’è un gruppo di circa 30 persone, recentemente hanno istituito un account Twitter ufficiale @BBCOG_Nigeria per informare la gente sugli ultimi sviluppi della campagna. Ci siamo organizzati da soli, recentemente sono stato a una manifestazione ad Abuja per incontrare il Capo di Stato Maggiore della Difesa».
L’obiettivo di #BringBackOurGirls è di attirare l’attenzione mondiale, dal rapimento delle ragazze a metà aprile, fino ai primi di maggio non era accaduto nulla. Ora i nomi di alto profilo come l’ex segretario di Stato Usa Hillary Clinton e la scolara pakistana Malala Yousafzai hanno prestato le loro voci alla campagna. Un tweet di Clinton è stato ritwittato 11.000 volte. Ha scritto: «L’accesso all’istruzione è un diritto fondamentale, è una irragionevole ragione colpire ragazze innocenti. Dobbiamo resistere al terrorismo».

La comunità internazionale per la liberazione delle ragazze nigeriane
Ora che #BringBackOurGirls è diventato internazionale, è interessante non solo osservare ciò che è pubblicato, ma dove è pubblicato. Dal 4 maggio, circa il 22% di tweets sono venuti dalla Nigeria, mentre il 44% dagli Stati Uniti. L’hashtag ora è utilizzato in tutto il mondo. Piattaforme sociali come Facebook e Google+ sono utilizzate per organizzare eventi e curare la copertura mediatica internazionale. La petizione online che chiede un’azione per liberare le ragazze finora ha ricevuto quasi 300.000 firme. Manifestazioni sono state programmate al di fuori delle ambasciate di Londra e Washington. E’ interessante notare che alcune delle manifestazioni si svolgono esclusivamente on-line. Per esempio, una “marcia social media” per sensibilizzare sulla condizione delle ragazze, sta invitando la gente a usare per 200 minuti Twitter, Facebook, Blackberry Messenger, Instagram, WhatsApp e quant’altro.
L’attivista e avvocato Ibrahim M Abdullahi ha detto:
«Sono felice per l’interesse di #BringBackOurGirls. La pressione spingerà il governo nigeriano a trovare una soluzione».
Rotini Olawale, portavoce di #BringBackOurGirls a BBC Trending, ha detto:
«Siamo incoraggiati dalla risposta della comunità internazionale, vogliamo che il governo ci dica quali sforzi sono stati fatti per trovare le ragazze. Centinaia di poliziotti sono stati dispiegati per il World Economic Forum che si terrà qui questa settimana. Chiediamo, perché non si può mettere a disposizione altre risorse per ottenere la restituzione delle ragazze in modo sicuro?».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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