I navigatori anonimi del web sono tutti cani

I navigatori del web sono tutti cani 

La storia racconta che il più gran canile americano il "Big House Dog", (*) investì ingenti quantitativi di dollari per far produrre dalle più importanti aziende di software, un chip da installare in tutti i computer del mondo, con l’obiettivo di "stanare" ed "accalappiare" i navigatori anonimi del web.
Il primo avviso di minaccia della "Big House Dog", risale al lontano 1993, il testo, recitava:
"Cani che navigate, prima o poi vi staniamo".
Il perentorio messaggio era indirizzato ai navigatori anonimi del web (sostenitori del software libero), che si divertivano a schernire la "Big House Dog", con vignette anonime che regolarmente facevano girare su Internet.
La più famosa vignetta dei "cani" navigatori anonimi, sostenitori del software libero, mostrava un piccolo cane seduto davanti ad un Pc che diceva ad un suo simile: «Su internet, nessuno sa che sei un cane».

Per approfondire la storia sui "cani navigatori" leggi qui

Nota a margine
(*) – Sin dalla sua nascita il Trusted Computing Group (da me citato come il Big House Dog) ha trovato da parte della comunità sostenitrice del software libero (da me citati come navigatori anonimi), una forte opposizione: Richard Stallman, fondatore del progetto GNU e della Free Software Foundation, nel 2002 lanciò un pesante attacco al gruppo,  con un articolo intitolato: Puoi fidarti del tuo computer?.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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10 thoughts on “I navigatori anonimi del web sono tutti cani

  1. scusa,Patti, solo per vedere se ho capito bene, perchè questo articolo è molto importante: Da una parte ci sono molte compagnie industriali di Pc, che vogliono arrivare amarchiare il pc con un chip che lo identificherà sempre.Dall’altra quelli del software libero che difendono la libertà di navigare e di esprimersi di tutti..è cosi?

  2. me ne sto convincendo in questo preciso istante..!!!!!

    Sono passato a Mozilla e sto avendo un problema dietro l’altro…

    Tanto da essere costretto ad aprire explorer….

    che ci sia Bill di mezzo?????

    🙂

    ma…non mi arrendo e firefox resta predefinito!

    tiè!!!!

    ciao Pat

    lorenzo sloggato

  3. Fidarsi di Fido per un’informatica fidata?!;-)

    Ma io di Fido mi fido, è di tutti questi chip qui che non mi fido:)

    Insomma, per farla breve, non mi fido dell’informatica fidata. Baciotto*

  4. #4 – RadioFaro, ciao, Michele, grazie per il tuo contributo, purtroppo la brutta storia non è mai finita, anzi … ho il sospetto di essere controllato anche dal mio decoder :-), anzi è proprio così, quel famoso chip è lì che lavora :-), ciao.

  5. Grazia fai bene a non fidarti dei malfidati :-), baciotto*

    Capuncione, grazie, felice settimana anche a te, ciao*

  6. Novità assoluta Sito dedicato ai Navigatori satellitare e ai PDI Quante volte ti sei trovato in una nuova città, per vacanza o per lavoro e non sapevi dove andare a mangiare una pizza, a comprare il pane, trovare un gommaio con offerte speciali, la farmacia con gli sconti più alti, un negozio di abbigliamento con offerte, l’hotel con servizi più esclusivi, il centro estetico con percorsi benessere con massaggi gratuiti …..www.doway.eu.

  7. Si racconta che l’idea del TC sia nata in Intel quando questa decise di estendere il suo mercato anche nell’intrattenimento domestico (i famosi media center). Per fare ciò era indispensabile avere l’appoggio delle grandi major della musica, del cinema e della televisione che posero come condizione per aderire al progetto la possibilità di controllare esattamente l’uso che si poteva fare dei loro prodotti.

    Da qui l’idea di crere un sistema blindato in grado di decidere scavalcando l’utente.

    Sul carro salirono anche le grandi software house (a cominciare da Microsoft, Sun ed IBM) interessate al progetto per la possibilità di consolidare i loro monopoli rendendo inaccessibile le certificazioni necessarie ai prodotti concorrenti e allo stesso tempo attratte dalla possibilità di accumulare grandi moli di dati personali da spendere poi nel mercato della pubblicità on-demand.

    Insomma una gran brutta storia…

    In Italia se ne occupa da anni il sito:

    dove si trova molto materiale sull’argomento.

    scusami se mi sono dilungato, michele.

  8. Lino, più o meno è così, il nocciolo è: “Puoi fidarti del tuo computer?”. La risposta è in questo link :-), ciao*
    Lorenzo, per me è tutta colpa del digitale terrestre, a proposito, già fatto il passaggio dall’analogico al digitale? :-), ciao*
    Mezzaluna, il discorso è più articolato sul tema della libertà individuale. baciotto*

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