I batteri presenti nello stomaco delle api efficaci a combattere i superbatteri resistenti agli antibiotici

La resistenza agli antibiotici nel mondo occidentale è un problema sempre più grave, nel mese di aprile di quest’anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che è una grave minaccia per la salute pubblica. Le persone per secoli hanno usato il miele grezzo per aiutare a combattere le infezioni, gli scienziati hanno cercato di scoprire cosa permette al miele di sprigionare le sue proprietà antimicrobiche.
Ora un team di ricercatori dell’Università di Lund in Svezia ha identificato un unico gruppo di tredici batteri lattici (LAB) che provengono dallo stomaco delle api da miele, si trovano nel miele fresco, hanno una impressionante capacità di combattere gli agenti patogeni. I batteri vivi producono un certo numero di composti microbici attivi, come il perossido d’idrogeno, acidi grassi e anestetici, che possono uccidere altri batteri nocivi (si crede che questa sia la formula che protegge la colonia di api contro il Colony Collapse Disorder – CCD (è un fenomeno in cui le api improvvisamente scompaiono per situazioni poche chiare, tra le possibili cause: pesticidi, soprattutto neonicotinoidi; infezioni da Varroa destructor e Acarapis acari; malnutrizione; vari agenti patogeni, fattori genetici, immunodeficienze, perdita di habitat).
I tredici batteri lattici (LAB) purtroppo sono meno efficaci nel miele che acquistiamo nei negozi, i ricercatori ora credono che quelli presenti nel miele fresco potrebbero essere utilizzati per contribuire a trattare la resistenza antibiotica. Il team in laboratorio ha testato i batteri delle api contro i ceppi patogeni che causano gravi infezioni nell’uomo, tra cui il meticillino-resistente Staphylococcus aureus (MRSA), che può portare a fatali infezioni da stafilococco. Il LAB è stato aggiunto a questi superbatteri e, impressionante, li ha neutralizzati tutti. I risultati sono pubblicati nel Wound Journal.
Gli scienziati dopo aver mescolato i LAB con il miele, l’hanno applicato direttamente ai cavalli con ferite che non guarivano, resistenti ad altri trattamenti. Dopo aver utilizzato la sostanza composta di batteri delle api da miele, tutte le ferite sono guarite.
Finora, i batteri lattici (LAB) sono stati testati solo in laboratorio contro gli agenti patogeni umani. I risultati sono molto promettenti, anche se al momento non è stata testata l’efficacia sulle ferite umane. Il team ha spiegato in un comunicato stampa che il LAB sia così potente perché produce una vasta gamma di sostanze, che cambiano in risposta al patogeno che devono contrastare. Tobias Olofsson, l’autore principale dello studio, in un comunicato stampa, ha detto:
«Gli antibiotici sono per lo più una sostanza attiva, efficace contro un ristretto spettro di batteri, il miele quando è utilizzato “vivo”, permette a questi tredici batteri lattici se necessario, secondo la minaccia, di produrre il giusto tipo di composti antimicrobici. Il miele delle api a tutela della salute contro altri microrganismi nocivi sembra aver funzionato bene per milioni di anni. Tuttavia, poiché il miele comprato al supermercato non contiene i batteri lattici vivi, negli ultimi anni molte delle sue uniche proprietà sono state pers0».
I ricercatori ora si concentreranno su studi clinici sugli esseri umani per vedere se i batteri lattici (LAB) possono aiutare a trattare le infezioni resistenti agli antibiotici. Nel frattempo, potremmo cominciare a stoccare il miele fresco, non trasformato.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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