Facebook non vuole che vediate questo video sul preservativo femminile (video)

Le grandi reti sociali non sono note per i loro atteggiamenti progressivi verso la sessualità femminile, Facebook non fa eccezione, la scorsa settimana ha inviato a Tea Time e Sex Chat, un’organizzazione di salute sessuale presso l’Università di Chicago, di eliminare un video animato che illustra come usare un preservativo femminile.
Patty Fernandez,
fondatrice di Tea Time and Sex Chat intervistata da Jezebel ha detto:
«Il video didattico di cinque minuti mostra una donna che inserisce un preservativo femminile Fc2 nella sua vagina (il video ovviamente indicato come NSFW, si può vedere più avanti). Il preservativo Fc2 è stato approvato nel 1993 dall’US Food and Drug Administration l’agenzia federale del Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Uniti.

Tea Time e Sex Chat dopo pochi giorni ha ricevuto un messaggio da Facebook, con l’invito di togliere il video perché violava le norme comunitarie (Facebook vieta nudità e contenuti sessuali di qualsiasi tipo). Tea Time and Sex Chat nonostante l’immediata ottemperanza alla richiesta, si è vista rimuovere l’intera pagina dell’organizzazione.
Mi è stata data la possibilità di presentare ricorso senza poter fare domande o commentare. La rimozione della pagina ha scatenato indignazione nella blogosfera da parte degli studenti dellUniversità di Chicago che dal 2012 utilizzano Tea Time e Sex Chat come una risorsa per informazioni sulla salute sessuale».
Il sito Jezebel sull’intervento di Facebook ha scritto:
«Fino in fondo cerchiamo di essere onesti su ciò che è accaduto. Non è la natura NSFW di un video didattico animato che “offende” la gente nel mostrare l’inserimento di un preservativo femminile da parte di una donna. E’ l’azione a essere temuta, quella delle donne che hanno il coraggio di assumere la proprietà della loro sessualità e ostentarla in modo imperturbabile. Facebook non intende affrontare questa presa di posizione,  non hanno alcun problema con immagini che promuovono la mercificazione delle donne e il loro corpo per il piacere degli uomini, ma le immagini e video che celebrano le donne che assumono la proprietà della loro sessualità le penalizzano per la dinamica del potere che appartiene a chi è a disagio con immagini sessuali di donne raffigurate come qualcosa di lussurioso e oggetti sessuali passivi.
L’intervento di Facebook non è diverso da quello fatto con il suo Instagram quando sollecitato da alcuni utenti, ha prima rimosso l’account di Samm Newman, poi l’ha ripristinato scusandosi con l’utente. La donna in gioventù per la sua obesità era stata vittima di bullismo, per questo per mostrare orgogliosamente il suo corpo aveva postato su Instagram due sue foto in reggiseno e slip (vedi foto).
E’ facile per Facebook o Instagram sostenere che i loro interventi rispondono al feedback della comunità, ma quando una fazione della comunità detiene sproporzionatamente tutto il potere nel determinare chi o ciò che deve essere censurato, qualcosa che non va.
Facebook ha compiuto uno sforzo concertato, per riconoscere i propri problemi con i suoi standard comunitari, ha modificato la sua politica anti-nudità dopo la protesta delle donne sopravvissute al cancro al seno, censurate per aver pubblicato le loro foto post-mastectomia.
Il problema si è ripresentato, agli occhi di Facebook piuttosto che intervenire su video di cattivo gusto, è giusto censurare il valore didattico universitario di un video solo perché ha lo scopo di spiegare come utilizzare un dispositivo sulla sicurezza sessuale.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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