Attacco informatico su Twitter per provocare convulsioni negli utenti con epilessia

I nostri corpi usano segnali elettrici per inviare informazioni da una cellula all’altra, un’improvvisa impennata in quell’attività elettrica, tuttavia, può causare convulsioni e, sebbene non tutte le convulsioni siano uguali, possono causare difficoltà respiratorie, perdita di coscienza o persino la morte.
L’epilessia è una malattia caratterizzata da ripetute convulsioni, colpisce circa 3,5 milioni di persone negli Stati Uniti, tra queste circa il 3% (più di 100.000 persone), hanno quella che è nota come epilessia fotosensibile, significa che gli stimoli visivi, come le luci stroboscopiche, possono scatenare le loro convulsioni.
L’autore del recente attacco informatico su Twitter è ancora sconosciuto, durante la prima settimana di novembre, che è il mese della consapevolezza dell’epilessia nazionale, qualcuno tramite Twitter ha condiviso le immagini di luci lampeggianti o stroboscopiche e ha taggato i post con nome utente e hashtag dell’Epilepsy Foundation, presumibilmente nel tentativo di innescare convulsioni nel maggior numero possibile di 33.300 follower.
Epilepsy Foundation ha presentato denunce alle forze dell’ordine, sta collaborando con i funzionari per rintracciare la persona o le persone responsabili dei 30 attacchi denunciati.
Allison Nichol, direttore della difesa legale dell’Epilepsy Foundation, ha detto:
«Twitter è uno dei luoghi d’incontro pubblico tra i più grandi che esista oggi, questi attacchi non sono diversi da una persona che trasporta una luce stroboscopica in una riunione di persone affette da epilessia e crisi epilettiche, con l’intenzione di provocare convulsioni e causare così un danno rilevante ai partecipanti».
È emerso che per quanto questa situazione possa essere bizzarra, non è la prima volta che qualcuno prova ad attivare le convulsioni tramite Twitter. Kurt Eichenwald, nota firma di Vanity Fair e Newsweek, ha detto di aver subìto un attacco epilettico, dopo aver ricevuto un tweet con immagini lampeggianti. Il messaggio, inviato da un account che è stato poi sospeso, diceva: «Ti meriti un attacco per i tuoi post».
La moglie di Kurt Eichenwald poco dopo ha twittato dal suo account dicendo che le immagini al marito, che soffre di epilessia, avevano causato una crisi di otto minuti.
L’incidente è stato segnalato alla polizia negli Stati Uniti. Tre mesi dopo, l’FBI ha arrestato un uomo di nome John Rayne Rivello, avrebbe commesso il crimine perché non era d’accordo con le critiche di Kurt Eichenwald all’allora candidato alla presidenza Donald Trump.
Il crimine ai danni di Kurt Eichenwald per quanto possa essere stato atroce, almeno c’era una specie di movente per le azioni di John Rayne Rivello, mentre nel caso di questo nuovo attacco, sembra che il cybercriminale debba avere qualcosa contro le persone affette da epilessia, probabilmente è un idiota che cerca di fare del male alla gente solo perché può.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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