Il sistema immunitario della mucca potrebbe contenere il segreto per sviluppare un vaccino contro l’HIV

Gli scienziati hanno fatto un passo avanti nella ricerca per trovare un vaccino contro l’HIV, in uno studio condotto con i vitelli, hanno dimostrato di poter suscitare una risposta anticorpale largamente neutralizzante all’HIV immunizzando gli animali con proteine che imitano le strutture di sviluppo dell’HIV. I risultati sono promettenti per fornire importanti indicazioni per un futuro sviluppo di un vaccino contro l’HIV.
Il sistema immunitario umano non è in grado di produrre anticorpi anti-HIV in larga misura neutralizzanti, solo il 20% delle persone infette dal virus produce questi anticorpi, solitamente ciò avviene qualche anno dopo l’infezione. Oggi, un significativo obiettivo di ricerca è di produrre un vaccino che potrebbe generare in ogni paziente questi anticorpi neutralizzanti.
Anthony Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale di allergia e malattie infettive degli Stati Uniti, che ha finanziato la ricerca ha detto:
«L’uomo per ragioni complesse produce con difficoltà anticorpi neutralizzanti. Le mucche per motivi ancora poco chiari e legati al modo in cui il loro sistema immunitario si è evoluto, sono in grado di produrre rapidamente numerosi potenti anticorpi neutralizzanti generalmente quando sono iniettati con un immunogeno dell’HIV.
Gli scienziati in fase di studio dopo aver iniettato gli immunogeni di HIV conosciuti come SOSIP BG505 nei fianchi di quattro vitelli, hanno costatato una loro rapida risposta immunitaria con molti anticorpi neutralizzanti.
Tutti e quattro gli animali dopo l’immunizzazione, trascorsi 35-50 giorni, abbastanza rapidamente hanno sviluppato anticorpi di neutralizzazione; al contrario, la durata di tempo necessaria per produrre analoghi anticorpi nell’uomo attraverso l’infezione naturale è più di cinque anni».

Anticorpi lunghi
Precedenti ricerche su persone che da molti anni vivono con l’HIV, dimostrano che i loro anticorpi generalmente neutralizzanti hanno versioni più lunghe di una regione ciclica chiamata HCDR3 (l’estesa struttura ad anello aiuta a penetrare le molecole di zucchero sulla superficie dell’HIV, neutralizzando il virus in modo più efficiente).
I bovini producono anticorpi con lunghi cicli HCDR3 a una frequenza molto più elevata di quella umana: in parte questo potrebbe essere il motivo per cui hanno una risposta immunitaria così forte per il virus.
Gli scienziati che lavorano per lo sviluppo di vaccini contro l’HIV potrebbero utilizzare questi risultati per cercare di generare nell’uomo lunghi cicli HCDR3.