Perché Cuba ha sottoscritto un accordo per inviare medici in Brasile?

L’estate scorsa, molto prima che il Brasile fosse demolito con un terrificante 7-1 dalla Germania in Coppa del Mondo, il Paese ha affrontato una crisi di altro tipo. Milioni di cittadini in tutto il paese hanno marciato per chiedere riforme al paralizzato sistema sanitario pubblico del Paese, che ha affrontato enormi carenze di medici e un’infrastruttura fallimentare.
La piccola isola di Cuba nell’ambito del programma brasiliano Mais Médicos (“Altri Medici”) che paga i medici stranieri per lavorare nelle zone svantaggiate del Brasile, è intervenuta in quest’area trascurata della settima più grande economia del mondo.
Cuba ha inviato 4.500 medici per le zone rurali in Amazzonia e le baraccopoli conosciute come favelas. La mossa ha fatto arrabbiare il sindacato dei medici del Brasile, hanno protestato fuori degli ospedali mentre l’Associazione medica brasiliana, ha intentato una causa alla Corte Suprema del Paese per aver messo in discussione la sua esistenza.
I manifestanti hanno criticato il programma ritenuto, una soluzione temporanea a un problema sistemico, dicendo che le modifiche dovrebbero avvenire all’interno del sistema sanitario e non importando i medici.
Il Brasile ora ha 1,9 medici ogni mille persone, secondo la Banca Mondiale, il suo rapporto medico paziente è tra i più bassi del mondo. La disparità in un paese di circa 200 milioni di persone è così pronunciata che alcune zone remote in pratica non hanno medici per i pazienti. Cuba, invece, ha 6,7 medici ogni mille persone, il maggior numero di medici in proporzione alla popolazione nel mondo, e  costi annuali più bassi per le cure mediche.

Ricompense finanziarie per entrambi i paesi
Il programma statale Mais Médicos nonostante la mancanza di sostegno popolare, è vincente per entrambi i paesi. Cuba dal governo brasiliano riceve 270 milioni di dollari l’anno, moneta forte di cui L’Avana ha disperatamente bisogno per combattere l’inflazione. L’accordo ha ulteriormente migliorato il prestigio del “Programma Internazionale Medico” di Cuba: ogni anno esporta propri medici ai paesi in via di sviluppo (nel 2012 ha formato 11.000 medici).
Il Brasile superata la crisi della mancanza di medici, con Cuba ha visto aumentare il suo accesso privilegiato a uno degli ultimi mercati non ancora sfruttati in tutto il mondo. Il Presidente cubano Raúl Castro negli ultimi anni ha attuato riforme graduali per l’economia controllata dallo Stato, il Brasile si è posto come uno dei principali attori nella ricostruzione del paese.
Le esportazioni brasiliane verso Cuba sono quadruplicate negli ultimi dieci anni per un valore di 450 milioni di dollari l’anno, per lo più nel campo agricolo perché il paese è diventato uno dei principali produttori di cibo all’Avana, ma il progetto più redditizio del Brasile a Cuba è di 900 milioni di dollari per l’ammodernamento in due fasi del porto di Mariel da parte di Odebrecht colosso di costruzioni. L’unico porto di Cuba in acque profonde si trova a 30 km a nord di L’Avana, ed è lì che Cuba istituirà una zona economica speciale che sarà aperta alle imprese non statali, le aziende brasiliane quando ciò accadrà, saranno in prima linea.
Il Presidente cubano Raúl Castro lo scorso gennaio durante una cerimonia di taglio del nastro per inaugurare la prima fase di lavori del porto ha detto:
«Il progetto a condizioni vantaggiose è dipeso da un finanziamento importante dal governo brasiliano, non è stato solo un grande aiuto per la costruzione del terminal container, è esteso anche per altre opere pubbliche come strade, linee ferroviarie e dragaggio della baia».

L’incremento di medici è un significativo consenso politico per Dilma Rousseff?
Dilma Rousseff quest’anno affronta la rielezione in quello che sembra essere la probabile lotta della vita per la sua riconferma politica. La corruzione, la cattiva gestione dell’economia e l’impennata dell’inflazione sono solo alcuni dei problemi della sua amministrazione. I brasiliani sono ancora arrabbiati per quanto il governo ha speso per ospitare la Coppa del Mondo FIFA, stimato in 11,3 miliardi dollari di spesa pubblica, la più costosa nella storia del torneo.
La speranza di Dilma Rousseff sempre meno popolare è quella di raggiungere i brasiliani più poveri che sono stati a lungo la spina dorsale del suo Partito dei Lavoratori. Attraverso il programma Mais Médicos, l’invio di medici e cure mediche essenziali a questi cittadini, Dilma Rousseff può ben cogliere benefici alle urne per le prossime elezioni.

Il programma durerà?
Il programma in un sondaggio nazionale a marzo è stato approvato dal 67% degli intervistati. Il consenso più alto, al 72%, è arrivato dalla parte povera del nord-est del paese, dove si concentra la maggior parte dei medici. Il programma, in effetti, è così popolare che altri Stati lo stanno copiando. Il leader del partito dell’opposizione PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira) nello Stato di San Paolo, ha inviato medici all’interno del territorio per raggiungere i suoi abitanti più poveri.
Il presidente Dilma Rousseff resta impopolare tra la classe media del paese, ciò non importa se riuscirà a conquistare i cuori e le menti dei brasiliani più poveri, che ancora costituiscono la maggioranza degli elettori.
Dilma, com’è affettuosamente conosciuta tra i suoi sostenitori, può solo sperare che in gran numero questi elettori riusciranno a darle la vittoria, quella che la Seleção sul campo di calcio non è riuscita a dare alla Nazione. Cuba osserverà con interesse.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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