E’ questa la fine del mondo? Le donne reclamano il diritto a non radersi le gambe

Elena Gorgan scrive:
«L’altro giorno, mi sono imbattuta in una relazione sulla crescente popolarità dei blog e comunità on-line che celebrano le donne che hanno il coraggio di smettere di radersi le gambe, le ascelle, e di qualsiasi altra parte del loro corpo. Coloro che potevano fornire le foto del loro atto di sfida contro le norme della società sono state salutate come “eroine”.
Il femminismo online sta diventando più forte. So che la maggior parte delle celebrità di oggi e forse anche le donne normali evita d’identificarsi come femminista, perché, nel profondo, probabilmente pensano che il mondo intero aggrotterebbe le ciglia su di loro immaginandole come zitelle che non possono argomentare il loro punto di vista senza urlare come matte è togliersi il reggiseno senza preavviso per bruciarlo.
No, questo non è il femminismo: il femminismo è volere la pari opportunità per tutti. Non si tratta di odiare gli uomini (quante volte avete sentito, “Sono una femminista, ma io non odio gli uomini!”?) O di voler “occupare il loro posto”. Si tratta di lavorare per una società in cui le donne hanno le stesse opportunità sociali, economiche, culturali e politiche come i loro colleghi maschi.
Il femminismo non è un atto di guerra (contro gli uomini), è un passo verso l’uguaglianza, non radersi i peli del corpo è (un atto di guerra). E’ il modo di resistere a una società che di volta in volta ha detto loro che devono essere carine, magre, gentili, con la faccia piena di trucco, senza peli, delicate, il più possibile vicine alla perfezione.
E’ il loro modo di ribellarsi contro una norma che le lascia senza alcuna possibilità di scelta: non possono decidere di non radersi i peli del corpo (con la ceretta, strappi, laser), devono farlo perché è quello che ci si aspetta da loro. Probabilmente non dovremmo essere sorpresi della loro ribellione per cercare di imporre un nuovo standard, una bellezza che le pone su un piano di parità con gli uomini: se gli uomini possono scegliere di far crescere la barba o raderla, perché le donne non possono fare altrettanto?
Nessun dibattito su questo tema, per questo sono nati siti come HairyLegsClub, VeryHairyLegs, o WANG (Women Against Non-Essential Grooming) su Facebook, per citare solo tre comunità più popolari di questo tipo.
Ora che questa ideale “bellezza” della donna senza peli è stata radicata anche in me, la mia prima reazione allo scorrere le foto pubblicate da tutte queste donne coraggiose (anche se non siete d’accordo con loro, bisogna ammettere che sono coraggiose, anche se solo per rischiare il ridicolo) è stata simile a quella di molti miei amici maschi: ugh, questa è proprio brutta!
Come può una donna in pantaloncini o in gonna uscire quando ha i peli sulle sue gambe? Come può indossare una canotta quando le sue ascelle sono pelose? Questi sono solo due dei pensieri che hanno attraversato la mia testa quando ho visto le foto e letto le loro testimonianze. Mi mancava chiaramente il punto su questa rivoluzione: l’idea che queste donne stanno cercando di far capire non è che tutte dovrebbero permettere ai loro peli di crescere, ma se lo volessero, dovrebbe essere loro permesso di fare questa scelta. La lotta non è di impedire alle donne che amano la ceretta di smettere di farlo, piuttosto è per consentire a tutte le donne, la libertà di scegliere ciò che è bene per loro. Dovrebbero almeno arrivare a decidere del loro corpo, che cosa fare con esso, ciò dovrebbe estendersi ai loro peli senza per questo  essere evitate nella società.
Ecco, come dicevo, anche se uomini e donne non sono d’accordo, queste donne pelose non dovrebbero essere odiate perché stanno combattendo per ciò che credono sia giusto per loro. Se il tuo uomo per settimane va senza barba, perché dovresti essere in imbarazzo alla presenza di donne che fanno la stessa cosa? Se sei un uomo che questa mattina per pigrizia non si è raso, perché deridere la stessa pigrizia della tua ragazza, mamma e sorella?
Perché non vivi e lascia vivere senza giudicare? Per rispondere alla domanda nel titolo, rispondo no! Il fatto che migliaia di donne rifiutano di radersi come forma di protesta contro le norme estetiche innaturali non è la fine del mondo, probabilmente è l’inizio della fine di questa norma“.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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