Olfatto dei cani per diagnosticare le persone infette da coronavirus, anche se non presentano sintomi

I ricercatori della Scuola di igiene e medicina tropicale di Londra, ritengono di poter addestrare i cani che hanno un olfatto particolarmente sensibile per diagnosticare le persone che, anche se non presentano sintomi sono infette da coronavirus Covid-19. Il progetto sulla piattaforma Indiegogo, attualmente in fase di crowdfunding, spera in soli due mesi di addestrare i cani per identificare le persone con coronavirus Covid-19. È condotto solo con due specifiche razze, il Cocker Spaniel e il Labrador Retriever, cani che possiedono un senso dell’olfatto molto sensibile e la capacità di essere addestrati, alcuni di loro hanno già esperienza con il rilevamento della malaria (vedi video).

Cani addestrati per il coronavirus Covid-19
I ricercatori hanno detto che i cani sono uno dei più grandi biosensori del mondo, in grado di rilevare gli odori associati a droghe, esplosivi e cibo, ora sono utilizzati anche per la salute pubblica:
«Alla luce della recente epidemia di coronavirus Covid-19, c’è la possibilità che potremmo usarli come monitoraggio diagnostico rapido per rilevare individui infetti. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per far decollare questo progetto. Il lavoro potrebbe essere rivoluzionario nella lotta contro il coronavirus Covid-19 e per combattere questa pandemia».

Perché possiamo farlo?
Il nostro gruppo è formato da scienziati e innovatori della salute pubblica della Scuola di igiene e medicina tropicale di Londra, del Centro di eccellenza per i test entomologici di Arctec, personale dell’Organizzazione benefica che addestra i cani a rilevare l’odore delle malattie umane e quelli dell’Università di Durham. Abbiamo già dimostrato che i cani con un alto grado di accuratezza possono rilevare nell’odore umano la presenza di malaria. È importante sottolineare che i cani possono rilevare la malaria negli individui che non hanno sintomi. Oltre alla malaria, abbiamo addestrato i cani a diagnosticare il cancro, il morbo di Parkinson e altre condizioni mediche che cambiano l’odore del corpo umano.

Il coronavirus Covid-19 ha un odore?
Ricerche recenti sui virus influenzali e altre malattie respiratorie hanno dimostrato che queste malattie interagiscono anche con il sistema immunitario e cambiano l’odore del corpo umano. Dobbiamo essere chiari sul fatto che, al momento, non sappiamo con certezza se il coronavirus Covid-19 cambia l’odore del corpo umano, ma c’è un’alta probabilità che ciò accada.
Le capacità dei cani non si fermano al rilevamento degli odori, un ulteriore vantaggio è che sono in grado di rilevare anche una debole radiazione termica come quella del calore corporeo. È quindi possibile che i cani, oltre a rilevare il cambiamento di odore di una persona infetta da coronavirus Covid-19, possano rilevare la presenza di individui con una temperatura leggermente aumentata, in tal caso, siamo certi che i cani saranno in grado di rilevare gli odori associati. E, in base al nostro lavoro precedente, crediamo che sarebbero in grado di farlo con grande precisione.
I cani per quanto ne sappiamo, non possono contrarre la malattia, con il nostro metodo non avrebbero nemmeno bisogno di annusare direttamente le persone per individuare gli odori del coronavirus Covid-19.

In che modo lo faremo?
Prova di concettoPer prima cosa dobbiamo raccogliere campioni di odore da persone che sono infette da coronavirus Covid-19 e da persone che non sono infette. Poi, useremo quei campioni di odore con 5 cani già addestrati e in attesa di essere addestrati con i campioni di coronavirus Covid-19. Attraverso un programma di addestramento intensivo, testeremo il metodo in modo rigoroso e, in caso di successo, potremo impiegare i cani in appena 6 settimane.
Scalabilità – In caso di successo, aumenteremo rapidamente le nostre operazioni per schierare i cani addestrati durante l’epidemia di coronavirus Covid-19 in corso. I nostri cani una volta addestrati per il rilevamento medico potrebbero essere schierati nei porti d’ingresso o in qualsiasi spazio pubblico, per fornire uno screening rapido e non invasivo delle persone: questi cani possono sottoporre a screening fino a 750 persone l’ora per sostenere gli sforzi in corso per il test di coronavirus Covid-19. Il modello è scalabile, una volta che abbiamo addestrato i primi cani e stabilito i protocolli di addestramento, potremmo coinvolgere altre agenzie, in patria e all’estero, per aumentare il numero di unità di lavoro.
• Lungo termineI cani più avanti nel corso dell’anno, entrerebbero in servizio anche nei porti d’ingresso e per i controlli della comunità nel caso in cui un qualsiasi Paese dovesse sperimentare una seconda ondata di coronavirus Covid-19.

Ci sono dei rischi associati a questo studio?
Certamente! Vogliamo essere sinceri con voi perché qualsiasi studio scientifico comporta un elemento di rischio, ad esempio, dobbiamo ancora dimostrare che il coronavirus Covid-19 ha un odore distintivo, ma sappiamo che altre malattie hanno un odore, pensiamo che lo faccia anche il coronavirus Covid-19. Il nostro studio di laboratorio anche se dimostra che i cani possono rilevare il coronavirus Covid-19, c’è il rischio che potrebbero non essere in grado di farlo in un ambiente reale. Siamo stati in grado con altri studi di riprodurre sul campo i risultati ottenuti in laboratorio, quindi non pensiamo che questo sarà un problema.
I cani sono già utilizzati per rilevare la presenza di tumori o malattie neurologiche come il Parkinson. In precedenza insieme all’organizzazione benefica Medical Detection Dogs, abbiamo condotto un programma di addestramento di successo, ha dimostrato che i cani possono rilevare la malaria negli individui che non hanno sintomi.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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