Le vibrazioni delle auto dopo soli 15 minuti di viaggio causano sonnolenza nei conducenti

I ricercatori della RMIT University di Melbourne, in Australia, con riferimento al 20% d’incidenti stradali mortali causati dalla stanchezza dei conducenti, sperano che i risultati del loro studio possano essere utilizzati dalle aziende automobilistiche per migliorare il design dei sedili delle macchine per aiutare a mantenere svegli i conducenti. Lo studio “Effetti della vibrazione fisica sulla variabilità della frequenza cardiaca come misura della sonnolenza”, è stato pubblicato il 6 giugno 2018 su Ergonomics.
Il Professor Stephen Robinson ha detto:
«Gli effetti delle vibrazioni fisiche sui conducenti non sono ben compresi, nonostante la crescente evidenza che le vibrazioni contribuiscono a creare sensazioni di sonnolenza, influenzando concentrazione e prontezza di riflessi.
Sappiamo che un australiano su cinque si addormenta al volante, sappiamo che la guida insonne è un problema importante per la sicurezza stradale: quando sei stanco, non ci vuole molto per iniziare ad addormentarsi. Abbiamo scoperto che le lievi vibrazioni prodotte dai sedili delle automobili durante la guida possono rilassare il cervello e il corpo.
Il nostro studio ha evidenziato come le costanti vibrazioni alle basse frequenze, come quelle che avvengono durante la guida di auto e camion, induca progressivamente sonnolenza anche tra persone ben riposate e in buona salute.
La sonnolenza inizia a prendere piede dopo appena 15 minuti alla guida, in mezz’ora, produce un impatto rilevante sulla nostra capacità di rimanere concentrati e vigili. Per migliorare la sicurezza stradale, speriamo che i futuri modelli di sedile per automobili possano integrare caratteristiche che impediscano questo effetto di rilassamento annullando la sonnolenza in auto indotta dalle vibrazioni dei sedili».
Il team di ricercatori guidato dal professor Mohammad Fard e il professor Stephen Robinson, ha testato 15 volontari in un simulatore virtuale che replica l’esperienza di guida su una monotona strada a due corsie.
Il simulatore è stato installato su una piattaforma che poteva essere vibrata a diverse frequenze, i volontari sono stati testati due volte – una con vibrazioni a basse frequenze (4-7Hz) e una senza vibrazioni.
La stanchezza indotta dalle vibrazioni psicologicamente e fisiologicamente rende più difficile svolgere attività mentali, quindi il sistema nervoso del corpo si attiva per compensare, provocando cambiamenti nel battito cardiaco.
I ricercatori osservando la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) sono stati in grado di ottenere una misura oggettiva di quanto i volontari si sentivano sonnolenti mentre progrediva il test di 60 minuti.
I volontari entro 15 minuti dall’inizio del test con le vibrazioni, mostravano segni di sonnolenza; nel giro di 30 minuti, la sonnolenza è stata significativa, richiedendo ai volontari un notevole sforzo per mantenere la vigilanza e le prestazioni cognitive.
La sonnolenza è aumentata progressivamente nel corso del test, raggiungendo il picco entro i 60 minuti.
Il professore Mohammad Fard ha detto:
«E’ necessario lavorare di più sui risultati ed esaminare come le vibrazioni hanno colpito le persone in diversi settori demografici. Vogliamo ampliare la ricerca, in particolare per studiare come l’età possa influenzare la vulnerabilità alla sonnolenza indotta dalle vibrazioni, così come l’impatto di problemi di salute come l’apnea del sonno.
La nostra ricerca suggerisce che anche le vibrazioni ad alcune frequenze possono avere l’effetto opposto e aiutare a mantenere le persone sveglie, per questo vogliamo esaminare una gamma più ampia di frequenze, per informare i progettisti di auto, potenzialmente potrebbero sfruttare anche queste buone vibrazioni».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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