La creatina aiuta le cellule T a combattere il cancro

La nuova ricerca dell’Università della California, Los Angeles conosciuta come UCLA, riporta che la creatina, l’acido organico che è comunemente usato come integratore da atleti e culturisti, funge da batteria molecolare per le cellule immunitarie immagazzinando e distribuendo energia per alimentare la loro lotta contro il cancro.
Lo studio, condotto sui topi, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Medicine, è il primo a dimostrare che l’assunzione di creatina è fondamentale per le attività antitumorali delle cellule T CD8, note anche come cellule T killer, i fanti del sistema immunitario. I ricercatori hanno anche scoperto che l’integrazione di creatina può migliorare l’efficacia delle esistenti immunoterapie.
Lili Yang del team di ricercatori del Dipartimento di microbiologia, immunologia e genetica molecolare, ricerca sulle cellule staminali presso UCLA, ha detto:
«Poiché gli integratori orali di creatina negli ultimi tre decenni sono stati ampiamente utilizzati da culturisti e atleti, i dati esistenti suggeriscono che sono probabilmente sicuri se assunti a dosi appropriate, ciò potrebbe fornire un percorso chiaro e opportuno per l’uso della supplementazione di creatina per migliorare le immunoterapie tumorali esistenti».
I risultati del documento derivano dalla ricerca del Laboratorio Yang sui bisogni metabolici dei linfociti infiltranti il tumore, cellule immunitarie che viaggiano nei tumori per combattere il cancro. Il team esaminando queste cellule ha osservato che le cellule T killer prelevate dall’interno dei tumori possedevano un gran numero di molecole di trasmettitori di creatina, che si trovano sulle superfici delle cellule e controllano l’assorbimento della creatina nelle cellule.
Lili Yang ha aggiunto:
«Come biologi, ci chiediamo sempre il perché, abbiamo potuto vedere che queste cellule T che combattono il tumore avevano aumentato la loro capacità di assorbire creatina, probabilmente per una buona ragione, così abbiamo progettato esperimenti per determinare cosa succede quando non riescono a ottenerla».
Il laboratorio ha progettato modelli di topi geneticamente modificati in modo che le loro cellule T killer erano prive di un gene chiamato CrT, o Slc6a8, che è responsabile della produzione di molecole trasportatrici di creatina. Hanno scoperto che i topi le cui cellule T killer non potevano assorbire la creatina erano meno capaci di combattere i tumori.
Il team ha poi provato a convalidare la loro ipotesi dall’angolo opposto, dando ai topi non ingegnerizzati una dose giornaliera di creatina paragonabile alla dose sicura raccomandata ad atleti e culturisti.
L’aumento della creatina – che è stata somministrata ad alcuni topi tramite iniezione e ad altri come integratore orale – ha reso entrambi i gruppi meglio attrezzati per sopprimere la crescita del tumore della pelle e del colon.
Lili Yang ha detto:
«I risultati suggeriscono che le cellule T killer hanno davvero bisogno di creatina per combattere il cancro, senza creatina non possono fare il loro lavoro in modo efficace».
La creatina è presente naturalmente negli esseri umani e in altri vertebrati, è prodotta principalmente nel fegato e nelle reni. La maggior parte degli esseri umani acquisisce più creatina attraverso la dieta, con carne e pesce come principali fonti. Oltre a queste fonti naturali, gli integratori di creatina sono molto popolari tra gli atleti e i culturisti che cercano di ottenere massa muscolare e migliorare le prestazioni.
La popolarità degli integratori di creatina deriva dalla consapevolezza che le cellule ad alta richiesta di energia, come quelle che si trovano nel tessuto muscolare e cerebrale, usano la creatina per immagazzinare l’energia in eccesso quando ne hanno più bisogno.
Tali nuove scoperte aggiungono le cellule T killer alla lista delle cellule dipendenti dalla creatina, tutte utilizzano due distinte fonti di energia, proprio come le auto ibride. La prima fonte di energia è un processo metabolico simile a un motore a benzina, converte sostanze nutritive come il glucosio, gli aminoacidi e i lipidi in ATP, la molecola energetica delle cellule.
La fonte di energia secondaria è la creatina, che – come la batteria di un’auto ibrida – assorbe l’energia in eccesso (in questo caso, ATP) e la immagazzina per essere rilasciata quando il carburante è insufficiente per mantenere le cellule in funzione fino a quando si può utilizzare più carburante.
Lili Yang ha aggiunto:
«Questo sistema di motore ibrido alimentato dalla creatina permette alle cellule T killer di sfruttare al massimo la loro energia disponibile in un ambiente in cui devono competere con le cellule tumorali in rapida crescita per le sostanze nutritive».

Creatina e immunoterapia oncologica
Il team di ricercatori in seguito ha provato a combinare l’integrazione di creatina con la terapia di blocco PD-1/PD-L1, una forma d’immunoterapia oncologica che previene l’esaurimento delle cellule T, è stata approvata per trattare una vasta gamma di tumori, tra cui melanoma, linfoma, colon, polmone, fegato, rene e cervicale.
Hanno scoperto che l’integrazione di creatina e la terapia di blocco anti-PD-1 hanno funzionato in modo sinergico, ribaltando le scale metaboliche in favore delle cellule T, consentendo loro di evitare l’esaurimento e combattere efficacemente il cancro per un periodo prolungato.
I ricercatori hanno evidenziato che quattro topi su cinque che hanno ricevuto questa terapia combinata, hanno completamente sradicato i loro tumori del cancro al colon, rimanendo senza tumore per oltre tre mesi. Inoltre, quando è stato dato loro un secondo ciclo di cellule tumorali, tutti questi topi “sopravvissuti al cancro” sono stati protetti dalla recidiva tumorale e sono rimasti senza tumore per altri sei mesi.
Il team come passo successivo, sta ripetendo questi esperimenti utilizzando modelli di topi speciali che ospitano innesti tumorali umani e cellule immunitarie umane. I ricercatori se saranno in grado di replicare questi effetti nelle cellule umane, lavoreranno per determinare la corretta dose, i tempi e il metodo per fornire alle persone integratori di creatina per migliorare le immunoterapie esistenti.
Il team poiché la strategia si è dimostrata efficace nei modelli di topi sia per il melanoma sia per il cancro al colon, prevede che i risultati possano essere applicati a una serie di tumori.

Raccomandazioni
La terapia combinata sperimentale sopra descritta è stata utilizzata solo nei test preclinici, non è stata testata negli esseri umani o approvata dalla Food and Drug Administration come sicura ed efficace per l’uso umano.
La strategia terapeutica recentemente identificata è coperta da una domanda di brevetto depositata dall’UCLA Technology Development Group per conto dei Reggenti dell’Università della California, con Lili Yang e Stefano Di Biase come co-inventori.
I ricercatori raccomandano di consultare un medico prima di inserire un nuovo supplemento come la creatina nella loro routine, poiché i supplementi possono comportare rischi d’interazioni con i farmaci e altri effetti collaterali dannosi. Si teme che l’uso prolungato della creatina a dosi elevate possa danneggiare il fegato, le reni o il cuore.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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