Bollicine nanometriche nel nostro corpo potrebbero combattere il cancro meglio della chemioterapia

Le cellule sane del nostro corpo rilasciano bollicine nanometriche per trasferire ad altre cellule materiale genetico come DNA e RNA. È il nostro DNA a memorizzare le informazioni importanti necessarie affinché il RNA produca proteine assicurandosi che agiscano di conseguenza.
La nuova ricerca della Michigan State University e della Stanford University riporta che le vescicole extracellulari, o EV (piccolissime bollicine di materiale emesse dalla gran parte delle cellule viventi), potrebbero diventare trasportatori di mini trattamenti composti di una combinazione di farmaci terapeutici e materiale genetico per colpire e uccidere le cellule tumorali. Lo studio, incentrato sulle cellule tumorali al seno nei topi, è stato pubblicato su Molecular Cancer Therapeutics.
Masamitsu Kanada, professore di farmacologia e tossicologia presso Michigan State University, autore principale dello studio, ha detto:
«Ciò che abbiamo fatto è migliorare un metodo terapeutico nel fornire materiali genetici che producono enzimi in grado di convertire determinati farmaci in agenti tossici a determinati tumori; questi farmaci, o profarmaci, iniziano come composti inattivi, ma una volta metabolizzati nel corpo, si attivano immediatamente per combattere tutto, dal cancro al mal di testa. L’aspirina è un esempio di un comune profarmaco».
I ricercatori nel loro studio hanno utilizzato vescicole extracellulari, o EV, per fornire i geni che producono enzimi che potrebbero attivare una terapia di combinazione di profarmaco di Ganciclovir e CB1954 nelle cellule di carcinoma mammario. Il minicerchio del DNA e il plasmide regolare – due diversi vettori genici che fungono da meccanismi di rilascio aggiuntivi per il DNA – sono stati caricati nelle vescicole per vedere quale fosse la soluzione migliore per il trasporto.
È emerso che al momento del rilascio il minicerchio del DNA era 14 volte più efficace nell’uccidere i tumori cancerosi. Masamitsu Kanada ha detto:
«È interessante notare che il metodo di somministrazione del plasmide non ha mostrato alcuna uccisione di cellule tumorali, eppure la terapia basata sul DNA nel seno dei topi ha ucciso più della metà delle cellule tumorali. Rispetto alla chemioterapia il nuovo metodo potrebbe effettivamente diventare una migliore scelta di trattamento del cancro.
La chemioterapia convenzionale non è in grado di distinguere tra tumori e normale tessuto, quindi attacca tutto: questa non specificità può causare gravi effetti collaterali e un’insufficiente concentrazione di farmaci nei tumori».
Il trattamento con le vescicole extracellulari EV può essere mirato e, grazie alla loro compatibilità con il corpo umano, questo tipo di somministrazione potrebbe ridurre al minimo il rischio di risposte immunitarie indesiderate che possono derivare da altre terapie geniche.
Masamitsu Kanada in conclusione ha detto:
«Le vescicole extracellulari EV dimostrando di essere efficaci, diventerebbero una base ideale per il rilascio di materiale genetico negli esseri umani prima di quanto ci si aspetta».
È stato programmato lo studio clinico di fase uno, separato dal lavoro di Masamitsu Kanada, inizierà presto negli Stati Uniti, utilizzerà le vescicole extracellulari EV e un tipo di molecola di RNA terapeutico per il trattamento del tumore metastatico del pancreas.
Masamitsu Kanada e il suo team mentre lo studio clinico andrà avanti, continueranno a ingegnerizzare e testare ulteriormente le vescicole extracellulari EV. Migliorandone l’efficacia e la sicurezza, diventerà realtà utilizzarle come terapia genica di lotta contro il cancro negli esseri umani.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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