Ex consigliere di George W. Bush ha previsto le dimissioni del presidente Donald Trump nel 2019

Un ex consigliere del presidente George W. Bush ha previsto una rapida conclusione della presidenza di Donald Trump: uscirà dall’incarico entro la fine dell’anno, dimettendosi per evitare di essere perseguito penalmente.
Alan J. Steinberg che ha lavorato per George W. Bush come amministratore regionale dell’Agenzia per la protezione ambientale, in una rubrica del martedì per il sito NJ ha previsto che non essendoci  maggioranza di voti del Congresso per rimuovere Donald Trump, il presidente si dimetterà nel 2019 in cambio dell’immunità dall’accusa penale.
Alan J. Steinberg che ha anche collaborato con l’ex governatore del New Jersey Christine Whitman, ha scritto:
«Il principale problema per gli esperti politici riguardo al 2019 è se la presidenza di Donald Trump sopravvivrà all’anno che porterà alle elezioni del 2020. Il loro obiettivo è la probabilità che Trump sia messo sotto accusa dalla Camera dei Rappresentanti e poi rimosso dal Senato degli Stati Uniti.
Il presidente Donald Trump non sarà rimosso dall’incarico, userà la sua presidenza come moneta di scambio con le autorità federali e statali, accettando di lasciare l’ufficio in cambio dell’annullamento dell’accusa penale contro di lui, i suoi figli e la Trump Organization».
Donald Trump poteva essere messo sotto accusa dalla Camera dei Rappresentanti, dove i Democratici hanno nuovamente preso il controllo. E’ improbabile condannare e rimuovere Donal Trump con i voti dei senatori repubblicani.
Il Presidente americano è in difficoltà, in questa prima metà del suo mandato ha già perso molto consenso da parte delle persone che nel 2016 hanno votato per lui. Considerando che la prossima recessione rende quasi impossibile organizzare una ripresa politica, è probabile che userà la continuazione della sua presidenza come moneta di scambio.
Sebbene alcuni legislatori democratici abbiano sostenuto a voce l’avvio delle procedure per l’accusa, una tale mossa finora non ha avuto un ampio sostegno politico. Nancy Pelosi, recentemente nominata Presidente della Camera Democratica, ha detto che non intende perseguire questa strada, sarebbe molto triste e divisivo per il nostro paese; il giorno successivo durante un’intervista su Today ha aggiunto:
«Il mio obiettivo non è quello di rimuovere il presidente dalla carica ma ottenere risultati per il popolo americano».
Nancy Pelosi comunque ha già messo in allerta il presidente sull’impeachment, annunciando che i democratici attenderanno e valuteranno gli esiti dell’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate.
Il rullo dei tamburi dei critici per l’impeachment è cresciuto a dismisura da quando Michael Cohen, in passato avvocato di Donald Trump è stato condannato a tre anni di prigione per aver mentito al Congresso sui precedenti rapporti commerciali di Trump con la Russia e per uso illecito dei fondi elettorali per pagare il silenzio di due donne – la modella Karen McDougal e l’attrice di film per adulti Stormy Daniels – sulle relazioni extraconiugali di Donald Trump con loro.
Il presidente Donald Trump anche se ha energicamente respinto pubblicamente qualsiasi discorso di questo tipo, secondo quanto riferito, negli ultimi mesi è sempre più preoccupato di essere messo sotto accusa.
Jim Acosta (dal 2018 è il capo corrispondente alla Casa Bianca per la CNN), lo scorso dicembre al suo collega Anderson Cooper ha detto:
«Ho parlato questa sera con una fonte vicina a Dondald Trump, mi ha detto che il presidente ha espresso la preoccupazione che potrebbe essere incriminato».
Il presidente Donald Trump recentemente alle prese con il blocco delle attività amministrative del governo federale arrivato quasi alla terza settimana, ha espresso il suo scetticismo sull‘impeachment, evidenziando (ed esagerando) i suoi successi, su Twitter ha scritto:
«Come si fa a mettere sotto accusa un presidente che ha vinto forse la più grande elezione di tutti i tempi, non ha fatto nulla di sbagliato (nessuna collusione con la Russia, sono stati i democratici a farla), e nei primi due anni ha avuto il maggior successo di qualsiasi presidente, ed è il più popolare repubblicano nella storia del partito con il consenso del 93%?».
Donald Trump in un altro tweet ha scritto:
«Come ho già detto molte volte, se i democratici prendono in consegna la Camera o il Senato, ci saranno disagi per i mercati finanziari. Abbiamo vinto il Senato, loro hanno vinto la Camera. Le cose si sistemeranno. Ho troppo successo! Vogliono accusarmi perché sono consapevoli che non possono vincere nel 2020».
L’insistenza del presidente sul finanziamento di un muro di confine proposto tra Stati Uniti e Messico ha innescato il recente blocco delle attività amministrative, ha avuto inizio lo scorso 22 dicembre.
I democratici, rafforzati da una vittoria decisiva nelle elezioni di medio termine dello scorso anno, hanno respinto le richieste di Donald Trump. La sospensione dell’attività amministrativa in assenza di un’apertura delle parti, potrebbe diventare la più lunga della storia americana, superando il precedente record di 21 giorni degli anni ’90, sotto il presidente Bill Clinton e un Congresso a guida repubblicana.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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