Espellere dagli Stati Uniti tutti gli immigrati privi di documenti è impossibile per le disastrose conseguenze economiche

Alcune persone come il repubblicano candidato presidenziale Donald Trump possono tentare di far credere che l’espulsione forzata dagli Stati Uniti di oltre 11 milioni di immigrati clandestini, preferibilmente con l’innalzamento di un muro per non farli rientrare, sarebbe un ingrediente chiave per rendere l’America nuovamente grande.
Gli economisti hanno prodotto numeri che sicuramente metteranno in imbarazzo i fautori dell’anti-immigrazione, secondo un nuovo rapporto del Center for American Progress (Istituto di ricerca statunitense, con sede a Washington D.C.), espellendo dalla nazione i lavoratori privi di documenti porterebbe a un calo dell’1,4 per cento del PIL annuo.
In dettaglio – come riporta CityLab – la California ogni anno potrebbe perdere 100.000.000.000 dollari del suo PIL, il Texas potrebbe perdere 60 miliardi di dollari, il New Jersey, 25 miliardi di dollari. Tutti tranne 5 stati degli Stati Uniti vedrebbero ogni anno scomparire l’1 per cento del loro PIL. Le perdite a livello nazionale in dieci anni raggiungerebbero circa 4.7 miliardi di dollari.
I settori maggiormente colpiti sarebbero l’agricoltura, turismo, edilizia, si basano molto sul lavoro di migranti, una forza lavoro che potrebbe ridursi dal 10 al 18 per cento, senza contare il denaro che gli immigrati privi di documenti spendono, contribuendo all’economia nella direzione opposta.
In conclusione soffermandoci sul valore di dollari e centesimi, facendo leva sulla xenofobia, che è la firma della campagna di Donald Trump, il candidato presidenziale otterrebbe l’effetto contrario: rendere l’America più povera.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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