Test dell’olfatto può individuare gli psicopatici

Una nuova ricerca suggerisce che i punteggi negativi su un test dell’olfatto, potrebbe scoprire soggetti psicopatici.
Gli psicologi presso la Macquarie University, una delle principali università australiane, hanno testato l’olfatto di oltre settanta partecipanti, senza precedenti penali. I ricercatori nello studio, hanno chiesto di provare a identificare odori comuni (come arancia, caffè e cuoio) e distinguerli tra diversi profumi.
I partecipanti, successivamente hanno risposto a domande sul test della personalità, per verificare il loro livello di empatia e tendenze psicopatiche. E’ stato chiesto, per esempio di valutare su una scala di cinque punti, quanto erano d’accordo con affermazioni come:
– Ho volutamente adulato la gente per portarli dalla mia parte;
– A volte la gente dice che sono senza cuore;
– Ho forzato un appartamento o un veicolo, al fine di rubare qualcosa o arrecare danni.
La psicopatia è un disturbo mentale caratterizzato principalmente da un deficit di empatia e di rimorso, emozioni nascoste, egocentrismo ed inganno. Gli psicopatici sono fortemente propensi ad assumere comportamenti devianti e a compiere atti aggressivi nei confronti degli altri, nonché a essere orientati alla criminalità più violenta. Spesso sembrano persone normali: simulano emozioni che in realtà non provano, o mentono sulla propria identità.
I ricercatori hanno riscontrato una correlazione tra un limitato senso dell’olfatto e tratti di personalità psicopatica.
La correlazione ha un senso perché la ricerca precedente ha mostrato che le persone con tali caratteristiche, presenta una diminuita funzione nel lobo frontale del cervello, una regione associata con il controllo degli impulsi, alla produzione del linguaggio, alla capacità di pianificare e risolvere problemi e all’attivazione dei movimenti volontari. La disfunzione in questa parte del cervello è associato ad una compromissione del senso dell’olfatto.
I ricercatori hanno evidenziato uno studio presentato nel 2011,  dove è emerso che quando si parla dei loro crimini, gli psicopatici, rispetto ai non psicopatici, utilizzano meno emozioni e si concentrato maggiormente sulle loro necessità di base.
I ricercatori hanno detto che gli psicopatici (costituiscono l’uno per cento della popolazione mondiale), durante le valutazioni psicologiche, possono tentare di simulare le risposte, per cui una misura della capacità dell’olfatto è in grado di offrire una nuova utile valutazione per individuare i veri tratti psicopatici.
Lo studio, condotto da Mehmet K. Mahmut e Richard J. Stevenson, è stato pubblicato di recente nella rivista Chemosensory Perception.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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