Ricercatori giapponesi hanno annunciato nuove speranze per la cura del Parkinson, il trattamento entra nella sperimentazione umana

Il team di ricercatori del Centro per la Ricerca e l’Applicazione delle Cellule iPS dell’Università di Kyoto ha annunciato il primo trial umano per il trattamento del morbo di Parkinson con materiale neurologico derivato da cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), cellule mature manipolate chimicamente per tornare a uno stadio iniziale di sviluppo dal quale possono teoricamente differenziarsi in una qualsiasi delle cellule specializzate del corpo.
Il gruppo di studio inietterà progenitori dopaminergici, un tipo di cellula che si sviluppa in neuroni che producono dopamina, direttamente in una regione del cervello nota per svolgere un ruolo chiave nella degenerazione neurale associata al morbo di Parkinson.
La Fondazione Parkinson riporta che il morbo di Parkinson colpisce circa 10 milioni di persone in tutto il mondo, di cui un milione negli Stati Uniti. Il morbo di Parkinson riduce i neuroni nel cervello che producono dopamina, questa perdita di cellule provoca tremori nei piedi e nelle mani e anche progressiva rigidità del corpo. Esistono trattamenti per questi sintomi, ma gli scienziati non sono stati in grado di trovare una cura. Il trattamento annunciato dai ricercatori giapponesi potrebbe essere una soluzione innovativa per le persone affette dal morbo di Parkinson.
Il team di ricercatori nel cervello del paziente prevede di iniettare cellule staminali pluripotenti (iPS): cinque milioni di cellule iniettate hanno il potenziale di svilupparsi in qualsiasi cellula del corpo, compresi i neuroni che producono dopamina.
La tecnologia cellulare iPS è stata creata all’Università di Kyoto nel 2006, può essere generata da cellule adulte, significa che il trattamento non richiede l’uso di cellule staminali embrionali.
Shinya Yamanaka creatore della tecnologia  è stato insignito nel 2012 di un premio Nobel per la scoperta.
L’ultimo ciclo di sperimentazioni è stato condotto sulle scimmie. Gli scienziati in due anni di osservazione hanno costatato che le scimmie con il morbo di Parkinson hanno migliorato il movimento, nessun tumore si è sviluppato nel cervello.
Lo studio sull’uomo sarà condotto da medici, verificheranno l’efficacia e la sicurezza. L’inizio è previsto dal 1° agosto con sette pazienti, età compresa tra i 50 e i 69 anni, il trattamento è accessibile solo a chi vive in Giappone e hanno un’assicurazione sanitaria giapponese.
Le cellule iPS per evitare il rigetto possono essere create dalle cellule del paziente, in questo studio le cellule sono state create da altri donatori sani. I pazienti riceveranno il tacrolimus, un immunosoppressore, può aiutare a evitare il rigetto delle cellule.
I ricercatori con la chirurgia cerebrale stereotassica, già utilizzata in passato anche per iniettare nel cervello farmaci nei trattamenti del Parkinson, saranno in grado di garantire il posizionamento delle cellule iPS nei lati destro e sinistro del putamen del paziente. Il putamen tra le sue funzioni nelle persone regola i movimenti e influenza l’apprendimento.
Le cellule IPS potrebbero essere utilizzate anche in trattamenti per altre malattie, come l’insufficienza cardiaca e la degenerazione maculare senile.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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