Lesioni del midollo spinale, nuove speranze per l'uomo

 Scienziati sono riusciti a ripristinare le funzionalità motorie in topi paralizzati

Gli scienziati hanno scoperto come i topi possono recuperare alcune capacità di camminare dopo lesioni del midollo spinale. Quest’intuizione può portare ad un nuovo approccio per ripri-stinare la funzione motoria nelle persone paralizzate da simili danni.
La ricerca, pubblicata oggi sulla rivista "Nature Medicine", ha mostrato come il cervello e il midollo spinale sono stati in grado di riorganizzare le funzioni dopo una lesione del midollo spinale, per ristabilire la comunicazione a livello cellulare, necessaria per camminare.
I topi di laboratorio con parziali lesioni del midollo spinale, sono stati in grado –  nell’arco di un periodo di circa 8/10 settimane -,  di riacquistare il controllo delle proprie gambe: hanno camminato più lentamente, un po’ titubanti, non proprio come prima dell’incidente, ma hanno nuovamente recuperato la mobilità.
"Questa non è la fine di una storia.Questo è l’inizio di una storia, abbiamo individuato quello che sembra essere un meccanismo precedentemente non riconosciuto per il recupero della funzione dopo questo tipo d’incidenti", ha detto il dottor Michael Sofroniew (ha guidato la ricerca), professore di neurobiologia al David Geffen School of Medicine presso l’Università della California a Los Angeles.
Una lesione del midollo spinale, per esempio in un incidente d’auto, può causare la paralisi di sotto al punto della lesione. Non vi è alcuna cura per tale paralisi, molti scienziati sono stati frustrati dalla loro incapacità di trovare rimedi.
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Il midollo spinale – com’è noto -, passa lungo il collo e la schiena, contiene i nervi che trasportano i messaggi tra il cervello e il resto del corpo.
I danni al midollo spinale, ostacolano le strade utilizzate dal cervello per far transitare i messaggi delle cellule nervose che controllano le gambe.
Gli esperti fino ad ieri, pensavano che l’unico modo per far tornare a camminare era quello di far ricrescere il nervo " lungo la direttrice principale" che collega la base del cervello ed il midollo spinale.
Il Dott. Sofroniew per spiegare la nuova scoperta, ha utilizzato un esempio analogo al traffico: "Se si dispone di una grand’autostrada, questo è il percorso più rapido da utilizzare per arrivare a destinazione; se l’autostrada principale è bloccata da un incidente, per aggirare il problema, si esce dall’autostrada e si percorrono strade alternative per raggiungere la destinazione".
I ricercatori, nel corso degli esperimenti, hanno costatato nuovamente la condizione di paralisi,  quando ai topi tornati a camminare, venivano interrotte le piccole  ramifi-cazioni nervose che partono dal centro del midollo spinale.
L’esperimento ha confermato che il sistema nervoso aveva reindirizzato messaggi dal cervello al midollo spinale attraverso i percorsi più brevi, e che queste cellule nervose sono state fondamentali per il recupero della mobilità nei topi.
Il prossimo passo dei ricercatori, è di invogliare le cellule nervose nel midollo spinale a crescere per formare i nuovi percorsi alternativi, per consentire al cervello di comunicare con le cellule.
La nuova strada, confermata dai risultati di laboratorio, potrebbe portare allo sviluppo di nuove strategie per il ripristino motorio nell’uomo, dopo lesioni del midollo spinale.

Liberamente tradotto da Newscom

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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