Odissea di Alì, 85enne libanese, allettato, senza cibo e acqua per 17 giorni, sotto a una pioggia di bombe

L’uomo, 85 anni, costretto a letto, era rimasto solo e non poteva muoversi, è stato salvato dall’arrivo dei parenti e dalla Croce Rossa.
Diciasette giorni sotto le bombe. Solo, bloccato nel letto, senza cibo e senza acqua. Con i cani randagi che giravano per casa. Adesso, Alì Abaya, 85enne libanese che vive a Bint Jbeil, cittadina più volte pesantemente bombardata dagli israeliani, è al sicuro in un letto dell’ospedale di Beirut. E lo deve ai suoi familiari che sono riusciti ad andare a soccorrerlo, assieme a un convoglio della Croce Rossa.
E’ una storia a lieto fine quella di Alì. Che un’operazione alle gambe ha bloccato a letto da tempo. In casa con lui, nel Libano del sud, c’era una domestica che, però, terrorizzata dai bombardamenti, è fuggita. Lasciandolo solo con cibo e acqua per tre giorni. Una situazione insostenibile. Solo che, per i familiari, raggiungere Alì era impossibile. Nonostante le continue richieste di aiuto. "Abbiamo continuato a pregare la Croce Rossa, il sindaco della città e anche i vicini di aiutarlo, perchè non si può muovere, non riesce a fare nulla da solo, ma nessuno è riuscito a raggiungerlo a causa dei continui bombardamenti" ha la figlia, Ghada Bazzi.
Poi, finalmente, con il marito e una sorella, Ghada è infine riuscita a raggiungere la casa del padre martedì scorso, approfittando della sospensione parziale dei bombardamenti concessa da Israele. I tre sono saliti su un convoglio della Croce Rossa e hanno raggiunto l’anziano padre. Che adesso, in ospedale, sta riprendendo le forze.
Fonte: Repubblica

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Pino Silvestri

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