La sepoltura tradizionale sta inquinando il pianeta

Mezzo miliardo di persone moriranno nel prossimo decennio, non possiamo continuare a stipare i loro scrigni nella Terra. Ogni anno, decine di milioni dei 7,4 miliardi di persone sulla Terra moriranno, alcuni saranno cremati, milioni saranno sepolti nel terreno, insieme a chili di acciaio, legno e fluidi tossici per l’imbalsamazione. La popolazione mentre cresce sulla Terra, continua a proliferare anche sotto la sua superficie, rendendo il terreno inutile per una nuova crescita.
La domanda è questa: la sepoltura tradizionale è egoista? Kate Kalanick, direttore esecutivo del Green Burial Council (il Consiglio Sepoltura Verde è un’organizzazione indipendente no-profit nata per incoraggiare pratiche etiche e sostenibili nel settore della fornitura di prodotti e servizi per la sepoltura o la cremazione dei morti, e di utilizzare il processo di sepoltura come un mezzo per facilitare il ripristino ecologico e la conservazione a livello di paesaggio), ha detto:
«Gli americani si divertono nel sentirsi dire che per l’eternità possiedono un appezzamento di terreno 4 x 8. La sepoltura tradizionale in senso ambientale è egoista per l’impatto che ha. Non credo che la gente pensi davvero a come la loro morte incida sul terreno o il nostro mondo».

Analizziamo i numeri. Le bare tradizionali con legno, metallo e imbottiture interne pesano centinaia di chili. La bara di Ronald Reagan, un grande carro armato di mogano presumibilmente pesava 180 Kg. Le cripte con i recinti sigillati per proteggere le bare possono essere di circa 3.000 chili di cemento, a volte di acciaio. Per l’imbalsamazione del corpo sembra che la regola d’oro sia un gallone di liquido (3,78541 litri) per ogni cinquanta libbre (22.679619 kg.) di peso corporeo. Aggiungere il tutto e avrete circa due tonnellate di materiale per la conservare il corpo, più un paio di litri di succo d’imbalsamazione.

Perdere il controllo. Per tutti i 7,4 miliardi di persone che respirano sul pianeta in questo momento, ci sono circa 15 morti sepolti sotto di loro. Il Reference Bureau Popolazione (PRB) l’organizzazione privata senza scopo di lucro fondata nel 1929, che informa la gente di tutto il mondo sulla popolazione, la salute e l’ambiente per la ricerca o scopi accademici, riporta una stima di circa 108 miliardi di nascite fin dagli albori del genere umano, senza poter valutare con precisione tra questi il numero esatto di morti che hanno avuto una sepoltura tradizionale. Ma anche se solo il 10% è stato sepolto in una tomba di cemento dentro una bara in mogano, c’è ancora una quantità colossale di gommalacca, non biodegradabilefluidi velenosi che ogni anno finiscono nella terra.

Ecco il punto
– Ogni corpo alla fine si decompone; tutta la bara, il contenitore di cemento e la formaldeide fanno rallentare il processo. Alla fine tutto il corpo, anche i litri tossici, fluidi cancerogeni dell’imbalsamazione, finisce nella falda freatica di qualsiasi luogo utilizzato per la sepoltura.
Nonostante gli aspetti negativi della sepoltura, non tutti vogliono essere cremati. In più, molti test suggeriscono che tutta l’energia che serve per bruciare un corpo genera danni rilevanti sull’ambiente.

La sepoltura del futuro – L’idea di una sepoltura verde è di creare meno impatto sull’ambiente naturale del luogo di sepoltura. Kate Kalanick ha aggiunto:
«Se abbiamo intenzione di mettere i corpi in terra, abbiamo bisogno di modi intelligenti per farlo. Ecco dove le organizzazioni come Green Burial Council si rendono utili. Le sepolture verdi negano l’egoismo ambientale. I cimiteri verdi assomigliano molto alla territorio di un paese prima che fosse riempito con i corpi. Le lapidi per il paesaggio spesso sono pietre o alberi indigeni, non ci sono strutture di cemento. La bara è biodegradabile e il fluido per l’imbalsamazione è a base vegetale. Se si guarda oltre il sito, l’aspetto del campo sarebbe di una zona boscosa. Tutto dipende dal paesaggio naturale senza l’erba mantenuta con sostanze chimiche».
C’è anche un modo verde per essere cremato. Jose Vazquez è un architetto e designer, ha creato Spiritree, un’urna biodegradabile creata per raccogliere le ceneri di un defunto per tramutarle in un albero. L’urna possiede una base organica che, insieme alle ceneri ricche di calcio, nutrirà qualsiasi albero che sarà piantato. L’albero crescendo romperà il “coperchio” della parte superiore dell’urna fabbricata in ceramica sdrucciolevole e chimicamente inerte.
Il problema con i cimiteri tradizionali è che non si può fare altro con la terra una volta che i corpi sono sepolti. L’idea di Spiritree è poter continuare a “vivere” attraverso la natura, si diventa un ricordo attraverso un albero. L’intera foresta potrebbe essere la memoria collettiva dei propri cari».

Le tendenze funebri stanno cambiando. Grazie ad un recente cambiamento nel settore funerario, i nuovi cimiteri occuperanno meno superficie terrestre, almeno questo è il futuro visto da Julie Trovato, impresaria di pompe funebri di Found and Sons Funeral Home in Fredericksburg, Virginia, ha detto:
«La cremazione ora è più comune, riduce la quantità di spazio che il corpo occupa dopo la morte, non trovando una parola migliore posso dire che la sepoltura tradizionale, l’imbalsamazione, la bara sono destinate a morire. E’ un momento strano nel settore funerario, il pubblico non vede un ragionamento logico di pagare da 10.000 a 15.000 dollari per seppellire una persona in un cimitero».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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