Il consiglio della medicina tradizionale cinese: bere solo acqua calda, non bere quella fredda

Nicole Liu corrispondente del Los Angeles Times ha scritto:
«Le sessioni legislative annuali della Cina sono in pieno svolgimento a Pechino, migliaia di delegati sono convocati tutti i giorni presso la Grande Sala del Popolo per ascoltare discorsi, discutere i rapporti di lavoro del governo, e rivedere i piani economici per i prossimi cinque anni.
Essenziale per stare bene? Acqua calda. Gruppi di giovani donne (e alcuni uomini) nel massiccio edificio per tutto il giorno sono forniti di thermos per versare le bevande ai delegati, alcuni di questi utilizzano il liquido fumante per fare il tè da bere in bicchieri per bevande calde la scritta “Grande Sala del Popolo“, molti altri bevono semplicemente solo acqua calda.
E’ strana per molti occidentali l’idea di bere l’acqua calda di rubinetto, di contro la maggior parte di cinesi pensano che l’abitudine non solo degli americani di bere acqua ghiacciata sia altrettanto bizzarra e non salutare (- Inizio Nota: come riporta Cina e dintorni, i cinesi preferiscono bere acqua calda innanzitutto perché in medicina tradizionale cinese (MTC) si dice che l’acqua fredda danneggia l’energia della milza e dello stomaco. Inoltre, bollire l’acqua da bere è un modo semplice per uccidere i batteri che si trovano nell’acqua dei fiumi, ma anche spesso nell’acqua dei rubinetti, e le diarree da tossinfezione legata ad acqua contaminata sono classificate in MTC come “il freddo invade l’interno”.
Lo stomaco, in MTC, è una sorta di “forno” del sistema digestivo. La digestione richiede l’energia dello stomaco per “cucinare” il cibo, scaldando così gli alimenti. Bere acqua fredda durante i pasti significa che lo stomaco dovrà lavorare di più per mantenere la sua temperatura ottimale di funzionamento. Un altro motivo addotto dai cinesi per bere acqua e tea caldi in estate è che vi farà sentire più freschi più velocemente di una bevanda fredda).  – Fine Nota.
Io come figlia di un medico tradizionale cinese sono una devota bevitrice di acqua calda, anche in estate la bevo il mattino e per tutta la giornata, non posso vivere senza.
Sono cresciuta in una grande famiglia, nessuno oserebbe versare l’acqua anche a temperatura ambiente, così facendo rischierebbe un coro di critiche da genitori, zie, cugini, nonni, quasi contemporaneamente tutti a dire: “L’acqua fredda ti dà i crampi!“.
L’abitudine di bere acqua calda alcune persone la fanno risalire alla fondazione della Cina comunista nel 1949, quando la qualità dell’acqua del rubinetto non era di elevata purezza.
Li Zhenhui, sessantotto anni, l’ho incontrato di recente in un cinema, stava sorseggiando acqua calda durante la visione di un film, mi ha detto di ricordare da bambino il governo incentivare il consumo di acqua calda, con le caldaie presenti in ogni luogo di lavoro e della comunità, e incaricare uomini a distribuire l’acqua calda per ogni famiglia, la mattina presto andare a riempire i contenitori lasciati fuori la porta, spiegare in continuazione che era per la nostra salute e igiene.
Sotto i precetti della medicina cinese, la chiave è l’equilibrio, l’acqua calda o tiepida è considerato essenziale per bilanciare il freddo e l’umidità. Inoltre, si crede sia necessaria per favorire la circolazione del sangue e l’eliminazione delle tossine.
I benefici di bere acqua calda quando ho provato a spiegarlo agli amici di mio marito durante un viaggio in Sud Africa terra dei suoi antenati, ho incrociato i loro sguardi fissi nel vuoto. In realtà mio marito si è convertito, è diventato un bevitore di acqua calda.
Ricordo nel 2013 di aver sopportato il disagio dell’acqua fredda per quattro giorni, mentre guidavamo nella campagna nebbiosa durante un viaggio in macchina dalla Scozia per arrivare in Inghilterra. Il mio stomaco cinese il quinto giorno, era allo stremo, pregai mio marito di fermarsi da qualche parte per avere un bicchiere di acqua bollente. Mio marito, un inglese che è stato a Pechino per oltre cinque anni, ha prontamente accettato. Siamo andati in un bel caffè locale, siamo stati accolti da una gentile cameriera. Ho pensato che dovevamo ordinare il tè, piuttosto che cercare di spiegare la nostra richiesta. Naturalmente, la bustina di tè sarebbe stata solo uno stratagemma per ottenere una tazza piena di acqua calda. Mio marito ha insistito nel dirmi che non c’era nulla di cui vergognarsi a chiedere solo l’acqua calda, si schiarì la gola, poi con elegante accenno inglese ha chiesto: “Posso avere un bicchiere d’acqua calda?”. Dopo aver fatto una pausa, goffamente ha aggiunto: “Per favore?”.
La cameriera come un personaggio dei cartoni animati che riceve una notizia inaspettata spalancò gli occhi e la bocca. Era confusa e afflitta. Balbettò una risposta: “A … a … a bere?”.
Dopo la perplessità della cameriera di servire la nostra acqua calda in una tazza di tè o di caffè, finalmente abbiamo ricevuto il prezioso liquido fumante in tazze da tè, ma da ogni angolo del locale sentivamo gli sguardi freddi delle persone.
La richiesta di acqua calda in Cina ti fa accogliere nel migliore dei modi non ti trattano come uno straniero. In una giornata fredda di dicembre ero in aeroporto a Pechino, per i passeggeri ha molti distributori di acqua, cinque persone erano in coda di fronte a un distributore nel Terminal 3, due avevano in mano le tazze, le altre tenevano bottiglie per l’acqua. Tutti anche se c’era la possibilità di premere il pulsante dell’acqua calda, tiepida o fredda, hanno premuto il primo pulsante.
Chen Hui, ventisette anni, in mano aveva una Tupperware eco-bottiglia di plastica con tappo ermetico rosso resistente al calore, era in partenza per una vacanza di due settimane in Thailandia, mi ha detto: “Ecco perché ho scelto la Thailandia, se non trovo acqua calda da bere, almeno sarò in un luogo caldo, così il mio stomaco potrà prendere l’acqua fredda“.
Gli assistenti di volo imparano velocemente a conoscere le esigenze di passeggeri cinesi, alcuni anni fa su Emirates Airlines sono stata servita da Aaliyah Safaar, un assistente di volo libanese, non parlava cinese ma sorprendentemente e perfettamente mi chiese: “Ri shui“? (acqua calda?).
In volo la grande differenza tra i turisti cinesi e non cinesi è che per decine di volte sarà chiesto “ri shui“, in quei voli saranno meno le persone a bere bevande alcoliche.
Nel 2014 una discussione sull’acqua calda è sfociata in una violenta lite a bordo di un volo di AirAsia, quando una coppia cinese a un assistente di volo ha gettato il liquido bollente e le tagliatelle. Contrariati per i loro posti a sedere e altri dettagli, la rabbia della coppia è traboccata quando sono stati costretti a pagare per l’acqua calda e invece di ricevere il resto in renminbi cinesi, l’hanno ricevuto in baht. Il volo è stato richiamato a terra, l’autorità del turismo cinese ha inserito la coppia nella “lista nera“.
All’estero gli alberghi sono sempre attenti alle esigenze di turisti cinesi, per il servizio aggiungono le pantofole, i giornali in lingua cinese e, sì, anche i bollitori di tè. C’è ancora molta strada da fare. Prima di visitare l’Italia nel 2013, per preparare il mio viaggio avevo consultato diversi forum turistici: “Portare un bollitore!” era il titolo di uno degli argomenti più discussi su Qyer, un popolare sito di viaggi.
In questi giorni, molti cinesi hanno i bollitori portatili, anche se a Pechino ci sono ancora i maestri d’installazione delle caldaie e i fattorini che riempiono e distribuiscono i thermos con acqua calda.
In una recente fredda mattina al mercato Tianyu nel nord-est di Pechino, Li Mingquan cinquanta anni era nel locale caldaia, occupato a caricare il suo triciclo motorizzato con le boccette di plastica variopinte per consegnarle ai proprietari di negozi.
Il responsabile della caldaia è un uomo di sessantadue anni, soprannominato Chen, arriva ogni mattino alle 08:30, apre le porte, e si mette al lavoro, mi ha detto:
«Svolgo questo mestiere da tanti anni, secondo la stagione so come deve essere bollita l’acqua calda per molti contenitori. Dopo due ore finisco il mio turno, chiudo le porte con un lucchetto».
Nicole Liu in conclusione ha scritto:
«Tornando a Li Mingquan il suo lavoro è semplice, è parte del tessuto della vita, mi ha detto che alcune bancarelle sono un po’ lontano da qui, la gente non vuole camminare nel freddo con le boccette piene di acqua calda, lo pagano circa 75 centesimi per rifornire ogni thermos. Sono tutti felici, ha molti clienti, la maggior parte dei venditori ha bisogno del suo servizio».

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