Dispositivo con tecnologia utilizzata dalla DEA, rileva droghe da stupro nelle bevande (video)

Un piccolo dispositivo a batteria permette di sapere se la bevanda è stata addizionata con droghe da stupro. Il Pd.id utilizza la tecnologia già in uso da parte della Drug Enforcement Agency degli Stati Uniti (DEA) l’agenzia antidroga statunitense, per rilevare la presenza di “invisibili” droghe nelle bevande. Il sensore delle dimensioni di un accendino quando è immerso in una bevanda esegue una serie di test per determinare la composizione molecolare del liquido (ogni bevanda o fluido è costituita da uno spettro di componenti molecolari). Se rileva qualcosa di sospetto, attiverà un LED rosso sulla parte superiore del dispositivo.
Il Pd.id è fornito con gli spettrografi di comuni droghe da stupro come Zolpidem, Rohypnol e altre benzodiazepine, può anche essere abbinato con qualsiasi smartphone Android o iOS, per ricevere aggiornamenti di nuove droghe, avvisi, in alcuni casi, indicare con precisione il farmaco che è stato utilizzato nella bevanda.

David Wilson sviluppatore di Pd.id per finanziare il progetto ha aperto una sottoscrizione sul sito Indiegogo per raccogliere 100.000 dollari. Ha detto: «Questo ci permetterà di produrre il Pd.id entro il primo semestre del 2015 al costo di 75 dollari. Una campagna di successo ci fornirà i fondi per portare a termine il design e la funzionalità per creare per tutti uno strumento utile per la sicurezza personale».
Il Pd.id a differenza di altri metodi di rilevazione della droga utilizzabile solo una volta, può essere utilizzato per un massimo di 40 volte prima di dover ricaricare la sua integrata batteria agli ioni di litio.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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