Contestato Bruno Vespa:utilizza tutte le reti radio-televisive del servizio pubblico per fare pubblicità gratuita ai suoi libr

L'incontro, scontro tra Pietro Ricca e Bruno Vespa, all'interno del Multicenter Mondadori di piazza Duomo a Milano

Pietro Ricca, rovescia addosso a Bruno Vespa l'elenco dei suoi misfatti:
a) l'occupazione del palinsesto per quattro sere alla settimana più gli extra: anomalia antitetica al pluralismo;
b) la pubblicità gratuita dei libri su tutte le reti radio-televisive del servizio pubblico: inaccettabile privilegio;
c) la gestione mediatica filogovernativa del post terremoto all'Aquila;
d) l'abitudine dichiarata di cucire trasmissioni su misura addosso agli ospiti vip: vedi la famosa telefonata intercettata con l'allora segretario di Fini, incompatibile con un'idea sana di giornalismo;
e) l'abitudine, altrettanto malata e conclamata, di non dedicare trasmissioni a scandali sgraditi a quello che dal 1993 è il suo nuovo (moderatissimo, come ognun sa) "azionista di riferimento" e alla sua Cricca, ora scricchiolante – e questo forse preoccupa il notaio del "Contratto con gli italiani" nonché editorialista di Panorama;
f) la capacità di distrarre l'attenzione dai fatti e dalle voci scomode attraverso un uso sapiente del gossip e dell'intrattenimento;
g) l'accanimento nella pornografia del dolore e dell'orrore, da Cogne ad Avetrana e oltre.
 


Bruno Vespa dopo il botta e risposta con Pietro Ricca, ha scritto una lettera al Corriere della Sera:
"Caro direttore, c'è ancora posto in Italia per i moderati che non vogliono indossare l'elmetto?"

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Pino Silvestri

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