Coltivazione del riso: le anatre tornano nelle risaie come naturale alternativa ai pesticidi

Gli agricoltori in Cina, Giappone, Iran e Francia stanno iniziando a tornare ai metodi antichi di coltivazione del riso usando più anatre e meno pesticidi. Tang Zhengqing alle ore 06:00 di una piovosa mattina d’estate è già uscito con sette anatre che ondeggiano davanti a lui. Stanno camminando sotto la pioggia battente, attraversano ponti e corsi d’acqua, scivolano su strade fangose. La destinazione dopo venti minuti? Risaie che si trovano a qualche chilometro di distanza.
Il sessantenne Tang Zhengqing da tre anni con pioggia o sole esce con le sue anatre, guidandole sulla giusta strada con una bacchetta di bambù, ha detto: «In passato, non m’importava, dove sarebbero state le mie anatre, ora voglio essere sicuro che vadano nelle mie risaie».
Le anatre di Tang Zhengqing svolgono una missione speciale, proteggono le colture dagli attacchi d’insetti, sono responsabili del diserbo: strappano le erbacce, predano i parassiti, lasciano dietro di loro il letame, prezioso fertilizzante per il cibo vegetale biologico, in questo modo i coltivatori di riso come Tang Zhengqing può eliminare la necessità di fertilizzanti artificiali, erbicidi e pesticidi.

Anatre come alternativa naturale ai pesticidi
La tecnica, nota come allevamento integrato di anatre per la produzione di riso, non è completamente nuova. Coltivare il riso con il supporto delle anatre è stato documentato in Cina circa 600 anni fa, gli agricoltori cinesi l’hanno praticato per secoli fino a quando non sono stati attirati da soluzioni rapide come fertilizzanti azotati sintetici e pesticidi chimici.  Negli ultimi anni l’uso delle tecnologie industriali ha rappresentato una crescente minaccia per l’ambiente, alcuni agricoltori si sono rivolti all’antica saggezza per sfamare gli affamati del mondo.
Takao Furuno, agricoltore giapponese, ha scritto una guida passo-passo, insegna come allontanarsi dalla produzione di riso dipendente da sostanze chimiche abbracciando il potere delle anatre nei tempi moderni. Ora in tutta l’Asia, decine di migliaia di coltivatori di riso seguono l’esempio, così fanno gli abitanti dei villaggi in Francia e in Iran. Tale pratica ha anche ispirato professionisti in altri campi: i produttori di vino in Sud Africa, per esempio, hanno assunto un esercito di 800 anatre corritrici indiane per pattugliare i loro vigneti.
Il viaggio per far rivivere l’agricoltura integrata della produzione di riso con le anatre, è iniziato con l’ardente desiderio di un uomo per il cibo di alta qualità. Liu Shangwen, 37enne ambientalista diventato imprenditore, nel 2012 ha avuto l’idea di produrre cibo di alta qualità. Amante dell’antica storia contadina cinese, per l’aiuto iniziò a cercare indizi dal passato. Ha detto:
«Il riso è un alimento base in Cina, ho sentito parlare di coinvolgere le anatre per produrre riso biologico dal mio precedente lavoro, per riportare in vita l’antica pratica, insieme al mio team ho studiato la letteratura antica, per un consiglio abbiamo chiesto anche il parere di professori universitari».
E’ emerso che i migliori insegnanti per questa tecnica sono persone come Tang Zhengqing, uno dei primi partecipanti al programma di coltivazione di riso con le anatre, ha detto:
«Negli anni ’70, nel villaggio non c’erano pesticidi chimici e fertilizzanti sintetici a base di azoto. La mia famiglia era solita arricchire il terreno di compost e produrre pesticidi con le erbe. Le anatre mi hanno molto aiutato, mangiando anche le lumache. A quel tempo, gli attacchi d’insetti erano a stento una preoccupazione».

Risicoltura integrata un ritorno alla tradizione
L’introduzione della risicoltura integrata per Tang Zhengqing e gli altri abitanti del villaggio significa tornare alla tradizione. I pulcini di una settimana sono lasciati liberi quando gli agricoltori iniziano a piantare il riso. Nuotano e si muovono nella risaia inondata d’acqua, urtando anche le piantine. Tutto il movimento aiuta a produrre sani cereali, poi quando le piantine iniziano a dare i frutti, è il momento di tenere lontane le anatre, perché le leali guardie delle risaie diventeranno ladri.
Gli abitanti del villaggio anche se hanno ereditato la maggior parte delle conoscenze tecniche dai loro antenati, hanno condiviso ciò che hanno appreso, alcuni agricoltori hanno riferito che gli anatroccoli possono danneggiare i germogli, altri hanno detto di aver perso le anatre a causa di donnole e cani randagi.
L’uso della risicoltura integrata in ogni caso è cresciuto in popolarità. Liu Shangwen ha detto:
«Quando ho lanciato il programma nel 2012, hanno partecipato solo sette agricoltori, ora il numero dei partecipanti è salito a più di 50, con molti altri in lista d’attesa».
La maggior parte degli agricoltori ha scelto questa tecnica perché il riso prodotto può essere venduto a prezzi superiori. La società Rice Harmony di Liu Shangwen con sede a Guangzhou, commercializza il riso come ecosostenibile, si rivolge alle famiglie e ai ristoranti del delta del fiume Pearl nel sud della Cina, dove la classe media emergente ha un potere d’acquisto più forte e una maggiore consapevolezza delle preoccupazioni ambientali e dell’approvvigionamento alimentare. Il riso non è ancora disponibile al di fuori della Cina.

Impatto del cambiamento climatico
L’integrazione delle anatre nella risicoltura ha anche aiutato gli agricoltori a far fronte agli impatti del cambiamento climatico. Le temperature nella regione collinare di Xiangyang sono aumentate negli ultimi anni, così come il numero di attacchi d’insetti. E’ accaduto nel 2013, un coltivatore di riso non lontano dalla risaia di Tang Zhengqing ha perso due terzi della produzione a causa di parassiti, nonostante l’uso intensivo di pesticidi chimici. Tang Zhengqing al contrario ha detto:
«Gli attacchi d’insetti non mi hanno dato alcun fastidio, con meno utilizzo di biopesticidi, le mie anatre hanno fatto un ottimo lavoro nell’individuare e uccidere i parassiti».
Tang Zhengqing quest’anno ha lanciato un nuovo movimento, mira a cambiare l’attaccamento degli agricoltori ai pesticidi. Interrompendo completamente l’uso di pesticidi nelle sue risaie, vuole dimostrare quanto le anatre siano capaci. Il metodo anche se è troppo presto per sapere se funzionerà, la riduzione dell’uso di pesticidi ha già fatto la differenza. Tang Zhengqing ha detto:
«Per più di dieci anni non abbiamo visto aironi nel villaggio, ora stanno tornando. L’uso di sostanze chimiche tossiche li ha spaventati, meno pesticidi spruzziamo, più uccelli ritornano, di recente nelle mie risaie ho visto persino i fagiani. Ritengo che torneranno anche altri animali selvatici, l’ambiente cambierà man mano che le persone cambiano, e le persone in questo villaggio stanno cambiando».
Le sue parole sono state sottolineate da tanti “Quack-quack-quack-quack-quack” delle anatre nella sua risaia.

Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →