Gli agricoltori giapponesi per piantare il riso si affidano a queste macchine (video)

Il riso è l’alimento base in Giappone, fin dai tempi antichi la messa a dimora di piantine di riso è stata un massacrante ma essenziale, lavoro. Gli agricoltori devono trascorrere lunghe ore chinati su fangose risaie per inserire le piantine una alla volta. Il lavoro richiede una lunga esperienza e le competenze di comprovata efficienza.
Era il 2005 quando un gruppo di scienziati iniziò a lavorare a un progetto che avrebbe affidato alle “mani” di un robot il delicato compito di inserire le piantine di riso nella risaia.

L’alta tecnologia arriva nell’azienda agricola
La meccanizzazione per la coltivazione di riso è stata introdotta alla fine del 1800, anche se con scarso successo. In seguito le più comuni macchine per le piantagioni si sono evolute, nel 1960 hanno iniziato ad affiancare i piantatori di riso a propulsione umana.
Il robot sviluppato da scienziati del National Agriculture and Food Research Organization (NARO), tecnologicamente parlando è avanti anni luce, nell’aprile del 2005 ha superato i test nella Prefettura di Saitama, ha completato il suo lavoro in una risaia senza alcun intervento umano. Per seguire il tracciato, è stato supportato da un dispositivo basato sul sistema globale posizionale (GPS), che è utilizzato anche in dispositivi di navigazione per auto. Sensori d’inclinazione e altri strumenti che calcolano l’angolo e la direzione dei movimenti della macchina, sono controllati dal computer, in modo che il robot ha una conoscenza precisa della sua posizione nella risaia.
Il robot è utilizzato con una nuova tecnica chiamata idroponica a lunga stuoia. In questo metodo, le piantine di riso sono collocate in stuoie lunghe circa 6 metri e poi arrotolate su fioriere per piantare le piantine nelle risaie. I tappetini sono leggeri, facili da trasportare, riducono drasticamente il numero di volte di ricarica delle piantine nel dispositivo.
Il robot che incorpora questa tecnologia ben si adatta a svolgere il compito, è in grado di muoversi attraverso le risaie in direzioni molto precise, entro un margine di errore di 10 centimetri, anche quando nessuna persona è intorno a controllare. Il robot una volta che raggiunge il bordo di una risaia per continuare il lavoro di messa a dimora delle piantine, da solo può anche fare un’inversione a U, ogni venti minuti può piantare a una velocità di 1000 metri quadrati senza dover ricaricare le piantine nel dispositivo.

Nuova speranza per l’agricoltura giapponese
Il robot per molte persone che lavorano nel settore agricolo è arrivato al momento giusto, sempre meno giovani sono disposti a prendere in consegna le aziende dei loro genitori, quelli che sono rimasti a lavorare negli allevamenti continuano a invecchiare. Il robot per piantare le piantine di riso potrebbe aiutare queste persone, sollevandole da alcuni lavori agricoli, rendendo l’attività più attraente e interessante per le giovani generazioni.
Il robot è una delle numerose innovazioni hi-tech in fase di sviluppo nel settore agricolo, vari altri tipi di robot sono in fase di sviluppo per la raccolta di frutta e verdura. Ad esempio, un’organizzazione nella Prefettura di Yamagata che per distruggere l’erbaccia nelle risaie al posto di prodotti chimici o fertilizzanti ha utilizzato le anatre, ora vorrebbe passare al robot. La ricerca per questo progetto è stata condotta presso istituti tecnici e altre strutture.
L’obiettivo finale di questi sforzi è di creare “aziende agricole robot” dove quasi tutto il lavoro, dalla semina, al diserbo e la raccolta è fatta dalle macchine. Si tratta di un obiettivo ambizioso, i robot “agricoltori”, a differenza dei loro cugini che lavorano nelle fabbriche, devono operare in armonia con la natura. Anche così, potrebbe non essere lontano il giorno in cui una quota significativa della manodopera agricola sarà fatta da robot.

Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento