Singapore mira a diventare la città più verde del mondo, tiene traccia e gestisce milioni di alberi con l’Internet of Things

Singapore è ossessionata dagli alberi. La nazione insulare, che conta 5,45 milioni di abitanti, ospita circa sette milioni di alberi e ne gestisce molti grazie a un enorme sistema di monitoraggio dell’Internet of Things (Internet delle cose), questa è una caratteristica molto singaporiana, visto che un’altra ossessione locale è quella di tracciare tutto. L’obiettivo della città-stato di diventare una Smart Nation (Nazione Intelligente) comprende un piano generale sempre più completo che utilizza la tecnologia per gestire, collegare e tracciare il maggior numero possibile di aspetti della vita.
Il National Parks Board (NParks) di Singapore tiene quindi traccia degli alberi – circa sei milioni – in modo che raggiunta una certa dimensione, gli arboricoltori possano gestirli con un’app.
Tan Chong Lee il CEO di National Parks Board (NParks) di Singapore ha dichiarato:
«Il team dell’agenzia visita regolarmente tutti gli alberi urbani per verificarne la stabilità, ma il sistema di alberi remoti – combinato con altre valutazioni digitali – consente di svolgere molte altre attività di gestione degli alberi comodamente da un ufficio climatizzato. È un’opzione comoda da avere, dato che la posizione di Singapore vicino all’equatore significa che è perennemente estate e che le temperature diurne si aggirano intorno ai 33°C, a meno che non piova, cosa che accade in media 167 giorni all’anno».
Singapore gestisce gli alberi attraverso la creazione di un proprio gemello digitale, tramite il sistema LiDar (serve a mappare in tre dimensioni l’ambiente circostante. Tramite un impulso laser, riesce a determinare con precisione e velocità la distanza di un oggetto dal dispositivo, misurando il tempo che la luce impiega a “rimbalzare”), poi applicando l’intelligenza artificiale ogni pianta è geolocalizzata.
Tan Chong Lee ha affermato:
«LiDar elimina gli interventi manuali, in modo che il nostro personale non debba andare in giro per la collina a controllare tutti gli alberi, ciò può essere fatto automaticamente grazie a questo sistema».
Il National Parks Board (NParks) di Singapore successivamente applica i modelli di dati completi al gemello digitale per aiutare il team a esaminare la stabilità complessiva dell’albero in diverse condizioni atmosferiche (Singapore è soggetta a forti tempeste tropicali), considerando fattori come l’architettura dell’albero, la resistenza del legno e lo spazio delle radici.
Le ispezioni non si fermano qui. L’organizzazione utilizza il telerilevamento satellitare per l’analisi multispettrale per determinare i livelli di clorofilla e garantire che gli alberi siano ancora rigogliosi. Integra anche telecamere a livello stradale che forniscono immagini panoramiche per controlli visivi a distanza e, agli alberi più vecchi, applica sensori fisici di inclinazione per rilevare qualsiasi movimento improvviso che potrebbe indicare un rischio.
Il National Parks Board (NParks) di Singapore appena avvisato di eventuali problemi, attiva l’intervento del personale per migliorare la struttura di un albero o condurre ulteriori valutazioni per determinare se la vita della pianta ha fatto il suo corso.
Tan Chong Lee ha detto:
«L’analisi ad alta tecnologia degli alberi è in corso da tempo, il progetto è iniziato 20 anni fa con la geolocalizzazione degli alberi, ed è progredito man mano che si rendevano disponibili nuove tecnologie: la geolocalizzazione degli alberi attraverso l’apprendimento automatico è iniziata circa cinque anni fa, grazie a un progetto di ricerca che è stato poi messo in pratica. Ciò significa che l’inventario degli alberi ora è effettuato automaticamente».
Cinque anni fa è accaduto un altro significativo evento, una donna di 38 anni con un neonato in braccio durante un concerto molto seguito nel parco con la sua famiglia, è morta dopo essere stata colpita dalla caduta di un albero di Tembusu di 270 anni. L’incidente è rimasto impresso nella memoria dei residenti, molti partecipanti al concerto si erano affrettati a rimuovere il grande albero.
L’albero incriminato nel corso della successiva inchiesta, per voce della testimonianza di un direttore dei Giardini Botanici, era stato ispezionato due volte nel corso dell’anno, non era stato riscontrato alcun difetto visivo. Tuttavia, prima che si verificasse l’incidente, da una settimana pioveva e soffiava un forte vento. Il marito della donna ha poi fatto causa al National Parks Board (NParks) di Singapore.
La morte o le lesioni causate dalla caduta di un albero sono certamente l’estremo dei risultati negativi associati ad alberi non sani o non gestiti. Gli alberi possono anche distruggere proprietà, bloccare strade e viadotti o oscurare la segnaletica.
Tan Chong Lee ha affermato:
«Teniamo traccia del numero di incidenti causati dagli alberi, per incidente arboreo si intende la caduta di un ramo, la rottura o lo sradicamento di un tronco. Dall’inizio del secolo questi incidenti sono passati da 3.000 eventi all’anno a meno di 500 all’anno oggi. La diminuzione degli incidenti con gli alberi è stata dell’85% circa, siamo impegnati continuamente a migliorare il nostro sistema di monitoraggio degli alberi. E in parte questo avviene attraverso l’uso della tecnologia, come i sensori 3D che applichiamo agli alberi per permetterci di prendere misure di prevenzione più tempestive».
È una buona notizia per i cittadini di Singapore che cercano un albero sicuro.

 

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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