Google per la pubblicità ora tiene traccia delle attività offline e online dei consumatori

Google ha iniziato a utilizzare miliardi di registrazioni delle transazioni delle carte di credito per dimostrare che i suoi annunci online stanno spingendo le persone a fare acquisti in strutture aziendali fisiche, in cui possono recarsi di persona per vedere e acquistare i prodotti, dopo aver visto pubblicità offline.
Il nuovo sistema ha lo scopo di mostrare agli inserzionisti che i loro soldi sono ben spesi, ma molta gente potrebbe trovare raccapricciante sapere di essere seguita su tutto il web, monitorata sulle pagine che osserva e su ciò che soddisfa i propri gusti. Se è così, sarà ancora più angosciante sapere che Google ora sta monitorando l’attività offline. Come? Collegando miliardi di record di transazioni di carte di credito per monitorare ciò che si acquista nel mondo reale (in contrapposizione al virtuale).
Google non è un ficcanaso, sta solo cercando di evidenziare che i suoi annunci online in realtà spingono gli utenti a fare acquisti anche quando sono offiline, in parte è riferito alla cosiddetta pubblicità “comportamentale” (nell’ultimo trimestre un valore di 20 miliari di dollari).

Pubblicità comportamentale
Spiati dalla Rete, la CIA e la NSA americane non c’entrano. Eppure i nostri computer e smartphone sono costantemente tenuti sotto controllo da decine di osservatori molto interessati a carpire ogni dettaglio della nostra vita online. Per cosa? Per soldi, ovviamente. Ogni volta che visitiamo un sito o facciamo qualcosa online, lasciamo una traccia, queste tracce e informazioni sono spiate (in parte si sapeva) e raccolte da più aziende (e questo è meno noto). La quantità d’informazioni che lasciamo (volontariamente sul social network e involontariamente durante la navigazione) è così vasta che la privacy è algoritmicamente impossibile. Le informazioni che diamo sul social network, il login ai siti via Facebook, la geolocalizzazione dei nostri dispositivi sono vendute per farci vedere la pubblicità perfetta per il nostro profilo.
Google dice che ha accesso a circa il 70 per cento delle vendite di credito degli Stati Uniti e di debito attraverso partnership con altre aziende che tengono traccia di tali dati. Abbinando clic sugli annunci con questi dati, con precisione può documentare per gli inserzionisti che i loro soldi sono stati ben spesi.
I sostenitori della privacy non sono entusiasti, i dirigenti di Google insistono nel dire che hanno progettato elaborate protezioni nel sistema per garantire che le informazioni dei consumatori non saranno utilizzate in modo improprio.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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