Dipendenza da smartphone legata a inferiori capacità cognitive, minore autocontrollo e peggiore benessere psicologico

I ricercatori nello studio pubblicato nella rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, hanno scoperto che l’uso problematico degli smartphone è collegato a una bassa autostima e a risultati cognitivi negativi.
La maggior parte delle persone che vivono nei Paesi industrializzati possiede uno smartphone. La paura di rimanere senza smartphone è nota comenomofobia ed è diventata un problema sociale. Le ricerche dimostrano che le persone che hanno una dipendenza da smartphone tendono a dichiarare una maggiore solitudine e a sperimentare deficit di autoregolazione. Inoltre, è probabile che le persone che hanno una dipendenza da smartphone sperimentino sintomi di astinenza quando il loro utilizzo viene limitato.
La Prof.ssa Rosa Angela Fabio (Università degli Studi di Messina) fin dall’inizio della sua attività di ricerca si è concentrata in primo luogo sulla relazione tra processi cognitivi, disabilità intellettiva e talento; in secondo luogo, sulle strategie di potenziamento cognitivo che possono portare a livelli più elevati di complessità cognitiva. Attualmente sta studiando le basi neurobiologiche del miglioramento cognitivo (si riferisce agli interventi nel cervello che migliorano l’attenzione, la concentrazione e l’elaborazione delle informazioni nelle funzioni esecutive come il ragionamento e il processo decisionale) e il ruolo dei processi cognitivi automatici e controllati.
La Prof.ssa Rosa Angela Fabio e il suo team composto da Alessia Stracuzzi (Dott.ssa in Psicologia clinica e della salute nel ciclo di vita) e Riccardo Lo Faro (Dipartimento di Economia, Università di Messina) erano interessati a indagare la relazione tra l’uso dello smartphone e i deficit di autocontrollo comportamentale e cognitivo.
Il team di ricerca per lo studio ha reclutato 111 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 65 anni: il 28% dei partecipanti erano studenti universitari e il 78% lavoratori. I dati statistici telefonici di ogni partecipante sono stati recuperati tramite la “Social Stats App”, fornisce informazioni sull’uso di TikTok, Facebook, Instagram e WhatsApp.
È stata utilizzata per ciascun partecipante la Smartphone Addiction Scale – Short Version (SAS-SV) per determinare il rischio di dipendenza da smartphone e la gravità.
I partecipanti hanno anche risposto agli item della versione breve dell’Indice di benessere psicologico generale, della Scala della paura di perdersi e della Scala della procrastinazione. Il test psicologico è tipicamente costituito da una serie di item. Un item è in genere una domanda, un’affermazione, o una prova di abilità. La prestazione su questi item produce un punteggio. Il punteggio, in un test ben costruito, riflette un costrutto psicologico, e le differenze in tale punteggio costituiscono differenze individuali in tale costrutto.
Lo studio si è articolato in tre fasi: una fase pre-test, una fase sperimentale e una fase post-test. Il team di ricercatori nella fase di pre-test, tramite la “Social Stats App”, hanno valutato l’uso di base dello smartphone da parte di ciascun partecipante.
I parteciparti per la fase sperimentale, sono stati istruiti a limitare l’uso dello smartphone a un’ora il giorno per tre giorni consecutivi; per la fase post-test, sono stati autorizzati a utilizzare lo smartphone a loro piacimento per sette giorni consecutivi.
I partecipanti il giorno prima e dopo la fase sperimentale, sono stati valutati per quanto riguarda la memoria di lavoro, l’attenzione, il controllo esecutivo, il tempo di reazione uditivo, il tempo di reazione visivo, la capacità di inibire la risposta motoria e l’inibizione comportamentale.
I risultati hanno evidenziato che i partecipanti con livelli più elevati di dipendenza da smartphone avevano una percentuale maggiore di non conformità, avevano trascorso più tempo utilizzando i loro cellulari in tutte e tre le fasi, anche quando sono stati istruiti a limitare l’uso dello smartphone durante la fase sperimentale.
I risultati hanno anche evidenziato che rispetto rispetto ai partecipanti con livelli più bassi di dipendenza da smartphone, i partecipanti con livelli più elevati di dipendenza da smartphone tendevano a mostrare risultati peggiori riferiti a memoria di lavoro, tempi di reazione visiva, tempi di reazione uditiva, capacità di inibire la risposta motoria e inibizione comportamentale.
I ricercatori hanno sottolineato che non ci sono state differenze significative nelle prestazioni su queste misure per ciascun partecipante tra la fase pre-test e quella post-test. Infine, i partecipanti con livelli più elevati di dipendenza da smartphone hanno ottenuto punteggi più bassi nell’Indice di benessere psicologico generale e più alti nella valutazione della Scala della paura di perdersi e nella Scala della procrastinazione.
I ricercatori sostengono che i loro risultati dimostrano che le persone con alti livelli di dipendenza da smartphone mostrano un minor autocontrollo, una scarsa autoregolazione, ciò potrebbe avere conseguenze negative sulla vita quotidiana delle persone, come carenze nei compiti cognitivi e tempi di reazione più lenti.
I ricercatori affermano inoltre che le persone con livelli più bassi di dipendenza da smartphone hanno una migliore percezione del loro benessere generale e della qualità della vita, dato che questi partecipanti hanno mostrato meno comportamenti di procrastinazione e meno paura di essere esclusi.
Il team di ricercatori ha spiegato che il limite di questa ricerca è stato determinato da alcuni dei partecipanti iniziali, hanno abbandonato lo studio quando hanno scoperto che avrebbero dovuto limitare l’uso dello smartphone a un’ora il giorno per tre giorni consecutivi, per questo motivo la ricerca è priva di dati di persone con livelli probabilmente molto elevati di dipendenza da smartphone.
Il team di ricercatori per il motivo sopracitato raccomandano che la ricerca futura esamini gli individui con alti livelli di dipendenza da smartphone e i loro effetti di astinenza.

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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