Pizzaioli napoletani, protestano contro il razzismo culinario del Gambero Rosso (foto)

I pizzaioli napoletani, hanno detto che è scandaloso che nell’ultima edizione del Gambero Rosso, la ‘bibbia’ per i buongustai in Italia, nessuna delle 2.000 pizzerie napoletane, non sia stata giudicata tra le migliori in Italia. Il Gambero Rosso, nella guida ai ristoranti, ha indicato “I Tigli”, una pizzeria di Verona, come la più bella dell’Italia.
I pizzaioli di Napoli, hanno detto che l’esclusione delle pizzerie napoletane non solo è un affronto nei loro confronti ma soprattutto contro l’intera città, considerata come la casa spirituale della pizza. Hanno insistito che le pizze migliori e più autentiche sono solo quelle di Napoli.
I pizzaioli hanno organizzato una vibrante protesta,  molti i cartelli contro il Gambero Rosso, con scritte come “Vergogna Gambero Rosso” e “Ora stanno cercando di rubare la nostra pizza(vedi foto).
Francesco Borrelli, napoletano del partito dei Verdi, ha detto:
“Questo è un atto di razzismo culinario, è l’ennesimo esempio di ostilità verso la nostra città e le nostre tradizioni. Il fatto che il Gambero Rosso non ha trovato una sola pizzeria napoletana per includerla tra le migliori è vergognoso“.
Napoli è intensamente orgogliosa della sua pizza, ha fatto pressioni all’Unesco per includere il piatto sul suo Patrimonio culturale immateriale” lista che riconosce tra i valori culturali la cucina, i canti, le danze popolari e altre simili tradizioni.
Sergio Miccu, presidente dell’associazione napoletana dei pizzaioli, ha detto:
“Anche se la pizza è parte del patrimonio di tutto il mondo, le sue origini sono a Napoli, sono stati i napoletani che hanno insegnato l’arte della pizza in altri paesi”.
Salvatore Trinchillo, presidente di un’associazione commerciale napoletana ha detto:
“Se il Gambero Rosso vuole essere nostro ospite qui in Campania, ogni giorno, in un ristorante diverso, offriremo loro una pizza squisita“.
I napoletani insistono sul fatto che la pizza deve essere fatta solo con farina di grano duro, sale marino, lievito fresco, e genuina mozzarella fatta con latte di bufale, piuttosto che quello fatto con latte di mucche. L’impasto deve essere allungato a mano, piuttosto che appiattito con il mattarello, e poi deve essere cotto in forno a legna.
La leggenda vuole che la pizza sia stata inventata a Napoli all’inizio del diciottesimo secolo. La versione della famosa Margherita è stata creata nel 1889, il onore della regina Margherita di Savoia. I suoi ingredienti a base di pomodori rossi, mozzarella bianca e foglie di basilico verde, rispecchia i colori nazionali dell’Italia.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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