Centinaia di docenti universitari in Italia e nel mondo protestano contro la sorveglianza di massa

Centinaia di studiosi provenienti da tutto il mondo hanno firmato una dichiarazione per evidenziare che a livello globale è in atto “un livello senza precedenti di sorveglianza” e che “questo deve finire” al fine di proteggere la privacy delle persone.
Nico van Eijk, Beate Roessler, Frederik Zuiderveen Borgesius e Manon Oostveen, dell’Istituto di Diritto dell’Informazione presso l’Università di Amsterdam dopo le rivelazioni di Edward Snowden sulla sorveglianza dei governi su larga scala, ha redatto una dichiarazione e poi chiesto agli amici (professori dei diritti umani) soprattutto per il feedback prima di concordare un testo. Frederik Zuiderveen Borgesius ha detto:
«Il testo è stato poi condiviso a livello internazionale con i colleghi, quasi trecento altri accademici – provenienti da paesi tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Turchia, Spagna, Italia, Giappone, Germania e Austria – hanno firmato contro la sorveglianza di massa.
La dichiarazione sottolinea che le agenzie d’intelligence “monitorano l’utilizzo di Internet delle persone, controllano le loro telefonate, i messaggi e-mail, i contenuti su Facebook, dettagli finanziari e molto altro.
Le agenzie hanno raccolto informazioni personali accedendo ai flussi di dati interni di aziende come Google e Yahoo, le chiamate Skype sono “prontamente disponibili” per l’intercettazione. Tutto ciò deve finire».
La dichiarazione (vedi il documento integrale con l’elenco dei firmatari italiani e stranieri) sottolinea che «la privacy è un diritto fondamentale, protetto da una serie di trattati internazionali, tra cui il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Le persone senza la privacy non possono liberamente esprimere le proprie opinioni o chiedere e ricevere informazioni. Inoltre, la sorveglianza di massa trasforma la presunzione d’innocenza in una presunzione di colpevolezza. Nessuno nega l’importanza di proteggere la sicurezza nazionale, la sicurezza pubblica o la rilevazione del crimine, ma le attuali pratiche indipendenti di sorveglianza segreta violano i diritti fondamentali dello Stato di diritto, e minano la democrazia.
I firmatari di questa dichiarazione invitano gli Stati nazionali ad agire. Le agenzie d’intelligence devono essere sottoposte a trasparenza e responsabilità. Le persone devono essere libere dalla sorveglianza di massa da parte delle agenzie d’intelligence dei propri paesi o quelle dei paesi stranieri. Gli Stati efficacemente devono proteggere i diritti delle libertà fondamentali di tutti, la privacy in modo particolare».
Zuiderveen Borgesius quando gli è stato chiesto chi è l’organizzazione che ha rappresentato la più grande minaccia ai diritti digitali, ha detto:
«E’ una domanda difficile, la NSA e il GCHQ si equivalgono. Per quanto riguarda la preoccupazione dei paesi occidentali, non mi sorprenderebbe se più scandali al più presto saranno comunicati ad altre agenzie d’intelligence europee.
La nostra dichiarazione non è un messaggio politico ma un consenso scientifico per sottolineare che deve finire questa segreta e illimitata sorveglianza».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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