Missione quasi segreta: astronauta giapponese in viaggio con lo Shuttle per testare nuove mutande resistenti allo sporco

L’astronauta giapponese Koichi Wakata, qualche giorno prima della partenza, intervistato dalle agenzie di stampa ha detto d’essere impaziente di svolgere le missioni per le quali è stato addestrato per diversi anni

Astronauta giapponese, Koichi Wakata, collaudatore di mutante spaziali
Koichi Wakata (v. foto a fianco), non ha specificato in dettaglio che una delle missioni che dovrà svolgere è quello di testare l’abbigliamento intimo (in particolare le mutande), durante la sua passeggiata fuori della Stazione Spaziale Internazionale.
Wakata, 48 anni, non potrà fare il cambio dell’abbigliamento intimo più di una volta a settimana.
L’astronauta nipponico, aggregato alla missione come ingegnere di volo con la responsabilità di prendersi cura dell’ambiente esterno del braccio robotico, per tutto il periodo di missione indosserà mutande appositamente progettate per gestire le sollecitazioni del corpo umano nello spazio e la resistenza allo sporco.
Il progetto è stato sviluppato da ricercatori giapponesi della Women’s University e cinque società d’abbigliamento. La biancheria intima è prodotta con materiale contenente fili di polimeri antibatterici che, in condizioni normali, riducono gli odori che si formano nell’abbigliamento.
L’agenzia giapponese Japan Aerospace Exploration Agency, riferisce che l’abbigliamento indossato dall’astronauta Koichi Wakata, ha caratteristiche ignifughe, si asciuga in pochi minuti, è stato progettato per isolare il corpo umano, assorbire il sudore e altri liquidi. In più, l’uso di Velcro ridurrà l’elettricità statica, uno degli aspetti più comuni per chi lavora a contatto di componenti elettronici.
Il primo test dell’abbigliamento intimo svolto da Koichi Wakata, è legato al fatto che gli astronauti, dopo tre giorni di permanenza nello spazio, generalmente sono tenuti a cambiare i loro vestiti senza possibilità di lavarli per un problema logistico legato alla difficoltà di trasportare grossi quantitativi d’acqua al seguito degli astronauti.
Il problema si pone in previsione di missioni su Marte con gli astronauti impegnati in viaggi prolungati per diversi anni.
Le agenzie aerospaziali ora studiano con attenzione come rendere gli indumenti intimi più resistenti allo sporco, per limitare i quantitativi di materiale da trasportare nello spazio.
La gamma completa dell’abbigliamento spaziale degli astronauti, comprende, sottomaglie a manica lunga e corta, pantaloncini, abbigliamento intimo, compreso i calzini che sono stati progettati con uno spazio specifico per contenere l’alluce, per consentire agli astronauti che operano in assenza di gravità di utilizzare i piedi per agganciarsi ad appositii supporti.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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