L'Italia è fra i maggiori produttori mondiali di spam, occupiamo con (de)merito l'ottavo posto

L’Italia è fra i maggiori produttori mondiali di spam. E’ quanto risulta dalla classifica dei "12 Paesi meno virtuosi" appena pubblicata da Sophos, società produttrice di soluzioni integrate per la gestione delle minacce informatiche, che opera in oltre 100 Paesi. "L’Italia – spiegano gli esperti di Sophos – in soli sei mesi scala cinque posizioni passando dal 13° posto (1,59% di spam globale prodotto) all’8° con il 3%".
Secondo i dati relativi al secondo trimestre del 2006, l’Italia è preceduta solo da Stati Uniti (23,2%), Cina e Hong Kong (20%), Corea del Sud (7,5%), Francia (5,2%), Spagna (4,8%), Polonia (3,6%) e Brasile (3,1%) ed è seguita da Germania, Regno Unito, Taiwan, Giappone.
Non ‘produce’ ancora una quantità di spam tale da entrare in classifica la Russia, che però viene segnalata tra i Paesi decisamente emergenti: "Sophos ha le prove che gli spammer russi controllano vaste reti di PC zombie", sostengono gli esperti dell’azienda. E citano, a supporto della loro tesi, la scoperta di un ‘tariffario’ russo dello spamming che offriva la distribuzione di messaggi a undici milioni di indirizzi e-mail russi per soli 500 dollari. Mentre per 50 dollari i messaggi possono essere inviati a un milione di utenti.
Nella classifica per continenti c’è invece al primo posto l’Asia, cui va ricondotto il 40,2% dello spam, seguita da Europa (27,1%), America del Nord (25,7%), America del Sud (5,5%), e poi, con percentuali inferiori all’1, Australia e Africa.
Negli ultimi mesi, rileva ancora Sophos, lo spam si è evoluto, per sfuggire ai controlli: infatti la quantità di e-mail contenenti grafica anziché testo è passata dal 18,2% di gennaio al 35,9% di giugno. "Utilizzando le immagini al posto del testo, questi messaggi sono in grado di bypassare i filtri antispam basati sull’analisi del contenuto testuale".
Dal punto di vista dei contenuti, sono in forte aumento le frodi di tipo finanziario, che si basano sulla diffusione di messaggi che hanno l’obiettivo di gonfiare i prezzi di alcuni tipi di azioni per consentire agli spammer di ottenere facili guadagni. Questo tipo di messaggi, secondo le rilevazioni di Sophos, sono passati dallo 0,8% del gennaio 2005 al 15% attuale.
"Assistiamo con preoccupazione – spiega infatti Walter Narisoni, Security Consultant di Sophos Italia – all’aumento delle e-mail fraudolente di tipo ‘pump-and-dump’, che vengono inviate in massa a utenti che non sono investitori esperti. Persone che quindi non sono consapevoli del fatto che i soli a guadagnarci dall’acquisto delle azioni sono gli spammer, che in questo modo causano un danno economico anche alle imprese interessate".
Fonte: Repubblica

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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1 thought on “L'Italia è fra i maggiori produttori mondiali di spam, occupiamo con (de)merito l'ottavo posto

  1. Eh, ne so qualcosa io! Arrivano ogni giorno, a decine. Una rottura… Ma il nostro ced è forte, blocca tutto quello che ci serve per lavoro e lo spam no! Ah ah ah! Ora è riuscito a bloccare anche queste mail, ma per ogni mail bloccata arriva il messaggio del server che la mail è stata bloccata. Ficooooo, e soprattutto comodo! Finirò con l’impostare un filtro automatico “tutto ciò che arriva dal server: cestinalo”!!!

    Ciao Patt, buona serata. Baciott.

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