Scoperta la cura per l’Ebola, uno dei maggiori virus ad azione rapida e mortale

Virologi che lavorano presso il Laboratorio Nazionale di Microbiologia a Winnipeg, in Canada, hanno annunciato di essere vicini alla cura per il virus Ebola, altamente mortale. Il loro lavoro può portare al primo  efficace trattamento per la febbre emorragica Ebola (EHF), responsabile di una serie di gravi epidemie in Africa centrale.
La medicina, una volta per tutte, ha compiuto un passo importante per liberare il mondo da uno dei suoi maggiori virus ad azione rapida e mortale.
Il genere “ebola virus” si compone di cinque specie di virus, solo quattro di questi possono infettare gli esseri umani e solo tre hanno dimostrato di essere letali. Le specie ebola virus Zaire, ebola virus Sudan e ebola virus Bundibugyo, sono stati attribuiti ad una serie di focolai di grandi dimensioni, in particolare l’ebola virus Zaire, che si è dimostrato essere  il più comune e che ha causato il maggior numero di decessi: questi virus causano una malattia conosciuta come la febbre emorragica Ebola (EHF)con sintomi iniziali che si manifestano con improvvisa febbre alta, intensa debolezza e dolori muscolari. L’organizzazione Mondiale della Sanità, ha evidenziato che il periodo di incubazione della malattia è ovunque da due a ventuno giorni. Il tasso di mortalità per i malati di EHF, varia dal venticinque al novanta per cento.
Il trattamento per curare la febbre emorragica Ebola (EHF), praticamente è inesistente. Un farmaco è stato sviluppato nel 2010, utilizza “piccoli RNA interferenti, o siRNA (svolgono nelle cellule un ruolo di silenziamento di alcuni geni), si attacca al virus per paralizzarlo.
Il siRNA per avere effetto, deve essere somministrato entro trenta minuti dall’infezione. Il trattamento attuale, non cura del tutto la malattia, principalmente serve per alleviare i sintomi provocati dall’Ebola.
I medici e ricercatori del Laboratorio Nazionale di Microbiologia a Winnipeg, sono convinti di aver trovato la bacchetta magica nella lotta contro il virus Ebola. Il loro studio è stato evidenziato dall’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza.
I ricercatori hanno combinato tre tipi di anticorpi neutralizzanti monoclonali che si legano per fermare la riproduzione del virus Ebola. Gli anticorpi monoclonali, o mAbs, sono anticorpi clonati da una singola cellula, questi anticorpi sono in grado di produrre una quantità illimitata di anticorpi identici, al fine di completare gli anticorpi del proprio corpo e combattere le malattie.
I mAbs usati per combattere l’Ebola sono stati sintetizzati dalle cellule di topi che erano stati vaccinati con una parte del virus Ebola. Gli anticorpi sono stati somministrati a macachi cynomolgus che, ventiquattro ore prima, erano stati infettati con lo Zaire ebola virus. Tutti i quattro i macachi che hanno ricevuto i tre anticorpi, sono guariti dalla malattia. La combinazione è risultata efficace anche quando è stata somministrata quarantotto ore dopo l’infezione.
I ricercatori del Laboratorio Nazionale di Microbiologia a Winnipeg, in Canada, prima della fine del 2014, spera di condurre una fase di studio clinico sugli esseri umani per testare gli effetti degli anticorpi, così da poter successivamente produrre un farmaco che segnerebbe la fine di questa malattia mortale.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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