Il lavaggio della tua identità può salvare la tua reputazione online?

Che cosa succede quando su Google fai una ricerca su te stesso? Per chi è preoccupato per i risultati di ricerca che restituiscono notizie meno favorevoli, è emerso che il “lavaggio” è un approccio popolare per migliorare una cattiva reputazione online. Personaggi famosi, grandi aziende, università e organizzazioni sono sempre più interessate a salvaguardare l’immagine online del loro marchio, un modo per farlo è quello di assumere esperti per ripulire da Internet le citazioni negative sul proprio conto.
David Choffnes, docente a Boston presso la Facoltà di Informatica e Scienze della Northeaster University, spiega:
«Il termine scrubbing (strofinare per rimuovere la sporcizia) è improprio, il “lavaggio” deve intendersi come un efficace e realistico strato di vernice dato per eliminare una cattiva reputazione online.
Le persone interessate dove dovrebbero cercare per valutare e gestire la propria reputazione online? Quali sono alcuni problemi comuni che gli individui incontrano? Ovvio che le piattaforme più semplici da gestire sono quelle direttamente controllabili come la propria pagina di Facebook, il profilo Twitter, il profilo LinkedIn. E’ molto complicato intervenire quando i contenuti negativi appaiono su spazi non controllabili come la pagina Facebook di qualcun altro, il feed Twitter, il blog, o un commento lasciato  su un post.
Il problema è peggiore quando il nome è comune, poiché le trasgressioni di qualcun altro può figurare come nostra, in pratica, non ci sono grandi strumenti per gestire questa situazione, solo una ricerca dei nostri dati sul motore di ricerca preferito può far vedere se emerge qualcosa di preoccupante. Se trovi qualcosa che non ti piace, è possibile richiedere che sia tolto o che non appaia nelle ricerche di Google, probabilmente sarà efficace solo per i casi in cui il contenuto è falso e provocatorio, comunque da parte del gestore di un sito o il moderatore non c’è alcuna garanzia di rimozione del contenuto, così come dalle pagine online di numerosi siti che scansionano e archiviano, è il caso di Internet Archive Wayback Machine, un sito web che permette di accedere a un gigantesco database di milioni di pagine web del passato (immagini, testo, documenti collegati, ecc.).
Ci sono aziende specializzate che utilizzano vari metodi per pulire i risultati di Google collegati a persone o organizzazioni, in termini di efficacia con il tempo spingendo in alto notizie mirate, potrebbero nascondere dai risultati di ricerca alcune informazioni negative. Tuttavia, la notizia vecchia non va via, in un certo senso, Internet non dimentica mai, semplicemente l’intervento renderà un po’ più difficile far trovare le notizie appositamente fatte scivolare nelle seconde o terze pagine dei risultati della ricerca.
Ne vale la pena? Chi lo sa. Presumibilmente sì, comunque anche se qualcuno per salvaguardare la propria reputazione riesce a spingere verso il basso o “lavare” i risultati negativi, nessuno può garantire che tutto quello che pubblicamente è stato postato sul web è completamente cancellato, si può tranquillamente supporre che tutto ciò che si pubblica sul Web non può mai andare via. Come regola per una buona difesa, è bene pensare due volte prima di pubblicare qualcosa che potrebbe ritorcersi contro».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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