L’Associazione delle Vergini Consacrate degli Stati Uniti condanna le “nuove e scioccanti” regole del Vaticano

L’Associazione delle Vergini Consacrate degli Stati Uniti (USACV) ha detto di essere “profondamente delusa” per le nuove regole emanate dal Vaticano, sembrano dire che le vergini consacrate non devono essere vergini.
Il gruppo ha sollevato la questione della sezione 88 del nuovo documento, in cui si afferma: «Così aver tenuto il suo corpo in perfetta continenza (può essere definita come l’astinenza anche dalle lecite gratificazioni del matrimonio), o aver praticato in modo esemplare la virtù della castità, pur di grande importanza per il discernimento, non sono requisiti essenziali senza i quali non è possibile l’ammissione alla consacrazione».
L’Associazione delle Vergini Consacrate degli Stati Uniti ha detto: «E’ scioccante sentire dalla Madre Chiesa che la verginità fisica non può più essere considerata un prerequisito essenziale per la consacrazione a una vita di perpetua verginità.
L’intera tradizione della Chiesa ha fermamente sostenuto che una donna deve aver ricevuto il dono della verginità – materiale e formale (fisica e spirituale) – per ricevere la consacrazione delle vergini».

E’ stato detto che le nuove regole non cambiano i prerequisiti per la consacrazione, come indicato nel “Rito della Consacrazione in una Vita di Verginità”:
«Nel caso delle vergini che vivono nel mondo, è necessario che non abbiano mai contratto il matrimonio e vissuto pubblicamente o manifestamente in uno stato contrario alla castità».
L’Associazione delle Vergini Consacrate degli Stati Uniti sottolinea che ciò significa che la verginità è un requisito minimo per la consacrazione; aggiunge che ci sono “alcune gravi violazioni della castità” che, sebbene non violino la verginità, impediscano alle donne di ricevere la consacrazione.
Il Vaticano dopo le richieste dei Vescovi di tutto il mondo di fare chiarezza sul ruolo delle vergini consacrate in un momento di crescita vocazionale (sempre più donne scelgono di entrare a fare parte dell’Ordo Virginum, una speciale forma di consacrazione prevista anche dal Codice di diritto canonico), il 4 luglio 2018 ha pubblicato il documento intitolato «Ecclesiae Sponsae Imago».

Vergini consacrate
Le vergini consacrate a differenze delle suore non emettono voti specifici, non hanno alcun abito o segno esteriore che le distingua, il loro superiore è il vescovo che ha celebrato pubblicamente la loro consacrazione.
Le donne che scelgono di appartenere all’Ordo virginum s’impegnano a vivere per sempre nella verginità, non devono mai essere state sposate, né aver praticato in passato una vita contraria alla castità. La loro esistenza è molto simile alla vita quotidiana della maggior parte delle persone comuni. In Italia, secondo i dati raccolti nel 2013, le vergini consacrate sono più di 500 e circa 450 in formazione.
La ricomparsa dell’Ordo virginum, vocazione specificamente femminile, è un dato significa-tivo, non soltanto per la comprensione e la valorizzazione della presenza delle donne nel popolo di Dio, ma anche e più radicalmente in ordine all’approfondimento della coscienza che la Chiesa ha di se stessa come Sposa di Cristo, popolo di Dio che nella storia cammina verso il compimento escatologico.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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