L’altra faccia del Super Bowl, ecco quello che non faranno vedere sulla TV

Danielle Douglas, ora ha trentuno anni, diversi anni fa è stata trafficata per la schiavitù sessuale. La sua storia non inizia con una vacanza andata male, o in un villaggio molto polveroso in Cambogia, o in un vicolo buio di un bordello a Bangkok. Inizia in un appartamento di Boston.
Danielle Douglas aveva 17 anni nel 2000, quando si trasferì dal New Jersey per iniziare il college alla Northeastern University. Racconta:
«Una notte, quando sono arrivata a quella che credevo essere un invito a una festa, non ha trovato niente del genere. Lì c’era solo un uomo sulla quarantina, mi disse di essere dispiaciuto per il malinteso, mi offrì la cena. Nelle successive due settimane siamo rimasti in contatto, sinceramente non avevo idea di come avesse ottenuto le mie informazioni, sospetto che abbia pagato i miei amici per avere il mio numero di telefono».

Avviata alla prostituzione
«Alla fine di quelle due settimane è tutto cambiato. Ero in giro con lui, pensavo che stessimo andando a prendere qualcosa da mangiare. Arrivati a Chinatown, lui mi ha spinto fuori dalla macchina e mi ha detto che dovevo fare i soldi per lui.
Non avevo il suo cellulare, la mia borsa, i miei documenti d’identificazione, nulla. Ero praticamente in stato di shock. Ho visto altre ragazze là fuori, in quel momento ho capito quello che lui voleva che io facessi, ma non ero interessata a fare. Sono andata in un vicolo ho capito quello che stava per fare. Egli è venuto dietro l’altro lato del vicolo mi ha picchiato duramente, mi ha minacciato di morte, mi ha detto di guadagnare i soldi altrimenti potevo considerarmi morta. A quel punto ho iniziato a seguire le sue indicazioni.
La situazione da quel momento è peggiorata, ero costantemente picchiata, lui era sempre con me a meno di non trovarmi con un cliente. Ero terrorizzata, l’unica cosa che avevo in mente era di non fare nulla di sbagliato per non essere ferita a morte».

Lavaggio del cervello
«Sono stata manipolata, intimidita, costretta alla sottomissione. Loro ogni minuto del giorno sono informati di tutto quello che fai, tu sei mentalmente e fisicamente incatenata.
Forse uno dei mezzi più stridenti e imbarazzanti del mio abuso è stato quello psicologico. Il lavaggio del cervello da parte del pappone mi ha fatto credere che non valevo niente, mi ripeteva che mi dovevo vergognare per quello che avevo fatto, continuamente mi diceva: “Io sono l’unico che ti ama. La sola persona che ti ama è un noioso protettore, posso prendermi cura di te”. Inculcato nel cervello finché non s’inizia a crederci».
La ragazza innocente partita dal New Jersey non ha mai frequentato la Northeastern University, nei successivi due anni è rimasta sotto intenso, opprimente controllo e la manipolazione del suo protettore.

Il Super Bowl, a circa venti miglia dalla città natale di Danielle Douglas
Il New Jersey ospiterà il Super Bowl, tra i più costosi di sempre (spesa prevista di 70 milioni di dollari). Domenica 2 febbraio 2014 decine di migliaia di tifosi saranno sugli spalti del MetLife Stadium di East Rutherford (a circa venti miglia dalla città natale di Danielle Douglas), a guardare i Denver Broncos contro i Seattle Seahawks.
Prima che i tifosi applaudono, gridano e bevono molta birra che celebra l’ultima tradizione tutta americana, con le mani sul cuore per l’inno nazionale di Renée Fleming, e cantare la lode agli Stati Uniti d’America, c’è un’altra faccia del Super Bowl che la maggior parte degli appassionati non potranno mai vedere: l’evento sportivo più popolare d’America è anche uno dei più grandi luoghi per il traffico di esseri umani nel mondo.
I numeri esatti della tratta di esseri umani sono oggetto di controversia, difficili da quantificare ma secondo il New Jersey Coalition: «Il Super Bowl attira decine di migliaia di appassionati della città, ma attrae anche un settore della violenza, organizzata attività criminale che opera anche nel campo del traffico di esseri umani, della prostituzione e industrie del sesso».
Ci sono diversi motivi per cui il traffico sessuale può aumentare intorno ad un grande evento come questo, centinaia di migliaia di persone (soprattutto uomini) affollano la zona metropolitana di New York per i festeggiamenti della settimana, la principale motivazione per aumentare la prostituzione è l’aumento della domanda.
Dorchen Leidholdt, professore associato alla Columbia University, insegna misure contro la violenza sulle donne, ha detto: “Si tratta di domanda e offerta, la domanda di prostituzione guiderà il traffico“.
Jane Wells documentarista che ha prodotto un film sul tema, ha detto: «Si organizzano sponsorizzate divertenti feste aziendali, persone lontano dalle loro famiglie, l’anonimato. E’ un po’ come una perfetta tempesta».
La CBS ha sottolineato che quest’anno potrebbe essere peggiore: «Molti credono che il sistema autostradale tentacolare dello Stato, la vicinanza a New York City e la variegata popolazione rendano l’avvenimento sportivo, una base ideale di operazioni per i trafficanti».

Film inquietante sul Super Bowl
Jane Wells ha collaborato con John-Keith Wasson per rendere inquitante il film Tricked“. Ispirato al Super Bowl e il traffico sessuale, racconta la storia di ruffiani, clienti di prostitute, polizia, i genitori e le vittime del fiorente commercio sessuale in America.
Danielle Douglas ha un posto di rilievo in tutto. I realizzatori hanno cercato di dimostrare con ironia che “le americane sono trafficate da americani al servizio degli americani presso la quintessenza dell’evento americano“. Le statistiche possono far discutere, ma una serie di fatti sorprendenti raccolti nella ricerca per il film mostra una chiara situazione:
– secondo l’FBI, in America nel settore del traffico del sesso l’età media dell’entrata delle ragazze è di 12, 14 anni;
– l’aspettativa media di vita di una giovane ragazza dopo essere trafficata è sette anni;
– secondo l’American Journal of Epidemiology, il rischio di essere uccise sul luogo di lavoro delle donne che si prostituiscono è 51 volte superiore a quello delle donne che lavorano in un negozio di liquori;
– la vittima del traffico del sesso in media può essere costretta ad avere rapporti sessuali fino a 20 – 48 volte il giorno.
Guarda il trailer ufficiale del film Tricked qui.

Danielle Douglas ha aggiunto:
«Quando ero controllata da un magnaccia, non hanno mai arrestato il cliente, mai, spesso ero io a essere arrestata. La polizia non avrebbe mai arrestato gli sfruttatori, in realtà parlava direttamente con i protettori, chiedeva: “Lei è tua? La devi mettere fuori dalla pista perché stiamo per iniziare a fare una retata“.
I protettori sono maestri criminali della manipolazione, sono ben consapevoli del fatto che se sono soli in piedi sulla strada, in realtà in quel momento non commettono un reato, mentre la prostituta tecnicamente lo commette.
Infine, c’è il problema dell’incompleta segnalazione. E’ difficile per le vittime di traffico sessuale avere sufficiente fiducia nella polizia per chiedere aiuto perché sanno che potrebbero finire nei guai».

Danielle Douglas è riuscita a salvarsi
Danielle Douglas a differenza di molte altre vittime della tratta del traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale è riuscita effettivamente a fuggire. Circa tre anni dopo, ha scoperto che il suo protettore morì per un’overdose di cocaina. Era notevolmente sollevata, anche se sempre vigile per le minacce ricevute.
Danielle Douglas per cambiare il modello della giustizia penale, ora sta lavorando sodo con un certo numero di altre organizzazioni. Fa volontariato con la Polaris Project, un’organizzazione leader nel settore, lavora con il New Jersey Task Force per combattere la tratta di esseri umani, è in corsa per un seggio della Commissione del New Jersey contro la tratta di esseri umani.
Il Super Bowl è certamente un buon punto di partenza per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, l’educazione di più persone è una grande parte della battaglia. Ma come ha detto Douglas, “E’ solo l’inizio”.
Il Super Bowl è un avvenimento che accade solo un giorno ogni anno, il traffico degli esseri umani potrebbe accadere ogni giorno. Molte organizzazioni stanno lavorando duramente con le forze dell’ordine per punire maggiormente i clienti e i trafficanti delle prostitute. Ad esempio, la nuova iniziativa del New York Police Department (NYPD) chiamata “Operation Losing Proposition” si concentra solo sull’arresto dei clienti e il sequestro dei loro beni, piuttosto che arrestare la prostituta.

Danielle Douglas moglie e mamma
Danielle Douglas
oggi è sposata con due figli piccoli, con un sorriso ha detto:
«Mi piace essere una mamma, a mio marito ho raccontato tutto il mio passato. Ho ancora difficoltà a fare sesso, non è normale per me dopo quello che ho passato».
Il suo passato è sempre con lei, nel film, c’è un momento in cui ha detto: «Mi sento triste per quella persona», poi ha aggiunto «Ma quella persona sono io».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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