La pubblicità invadente? bollala

La storia – Ji Lee, un designer newyorchese, esasperato dalla pubblicità invadente, stampò e incollò migliaia di bolle vuote (le classiche nuvolette dei fumetti e striscie), sui manifesti della sua città. Dopo qualche giorno tornò a controllare i manifesti pubblicitari dove aveva appiccicato le bolle vuote e le trovò tutte riempite di scritte più o meno colorite [v. foto],lasciate dai passanti.
Ji Lee, fotografò tutte le immagini "bollate", le catalogò per argomento e le inserirì sul suo sito thebubbleproject per farle vedere a tutti.
Il progetto – Sulle ali del successo di Ji Lee, ho pensato di trasferire la sua idea in Italia. Coadiuvato dagli amici Michele Ampollini e Leonardo Cagnolati, che si interessano di  comunicazione, abbiamo lanciato il progetto "Bolla la pubblicità del nano". Siamo partiti dalla città di Parma, dove abbiamo appiccicato le nostre bolle vuote, su tutto il materiale utilizzato dal nano per farsi pubblicità: cartelloni pubblicitari, cabine telefoniche, muri delle stazioni metropolitane, autobus, parchi della città e soprattutto sui manifesti della sua campagna elettorale.
La risposta non si è fatta attendere, il pubblico entusiasta (non solo di Parma ma anche di Milano e Bologna), ha già fatto pervenire le immagini con le bolle riempite da scritte dissacratorie, irriverenti e divertenti.
Se anche tu desideri dar sfogo alla tua vendetta contro la pubblicità invasiva del nano, il materiale per "imbrattare" lo trovi qui .

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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