La fantascienza diventa realtà: il teletrasporto aiuta a creare performance musicali dal vivo

Il teletrasporto comunemente è roba da fantascienza e, per molti, può evocare l’immortale frase “Beam me up Scotty”, un tormentone che si è fatto strada nella cultura popolare della serie televisiva di fantascienza Star Trek. Il nuovo studio ha descritto come il suo status scientifico potrebbe effettivamente essere impiegato come un’altra, e forse improbabile, forma di intrattenimento: la musica dal vivo.
Alexis Kirke, ricercatore presso il Centro interdisciplinare per la ricerca di musica per computer dell’Università di Plymouth (Regno Unito), per la prima volta ha dimostrato che un musicista umano può comunicare direttamente con un computer quantistico tramite teletrasporto. Il risultato è una jam session high-tech, attraverso la quale una miscela di suoni umani dal vivo e generati dal computer si uniscono per creare un pezzo unico.
Alexis Kirke parlando dello studio, pubblicato nell’attuale numero dello Journal of New Music Research, ha dichiarato:
«Il mondo sta correndo per costruire i primi computer quantistici pratici e potenti, chiunque riuscirà per primo avrà un vantaggio scientifico e militare derivante dall’estrema potenza di calcolo di queste macchine. La nostra ricerca dimostra per la prima volta che questo tanto decantato vantaggio può essere utile anche nel mondo della produzione e della musica; nessun altro lavoro lo ha mostrato in precedenza nelle arti, dimostra che la potenza quantistica è qualcosa che tutti possono apprezzare».

Teletrasporto quantistico
Il teletrasporto quantistico è la capacità di trasmettere istantaneamente informazioni quantistiche su grandi distanze, gli scienziati lo hanno usato in precedenza per inviare informazioni dalla Terra a un satellite in orbita a oltre 1.400 chilometri di distanza.
Alexis Kirke nel presente studio descrive come ha usato un sistema chiamato MIq (Multi-Agent Interactive qgMuse), in cui un computer quantistico IBM esegue una metodologia chiamata Grover’s Algorithm. Scoperto da Lov Grover presso la Bell Labs nel 1996, è stato il secondo principale algoritmo quantistico (dopo l’algoritmo di Shor) e ha dato un enorme vantaggio rispetto al calcolo tradizionale, in questo caso, permette la risoluzione dinamica di regole logiche musicali che, ad esempio, possono prevenire la dissonanza o mantenere i ¾ invece del tempo comune.
Alexis Kirke ha detto:
«È significativamente più veloce che qualsiasi algoritmo informatico classico, la velocità è essenziale perché in realtà non c’è modo di trasmettere informazioni quantiche se non attraverso il teletrasporto. Il risultato è stato che, quando al pianoforte ho suonato il tema di Game of Thrones, il computer alloggiato all’IBM di Melbourne, in risposta ha generato rapidamente musica di accompagnamento che è stata ritrasmessa» (vedi video).

Alexis Kirke nel 2016 ha messo in scena il primo duetto in assoluto tra un cantante dal vivo e un supercomputer quantistico, ha dichiarato:
«L’uso della velocità quantistica del computer non è mai stato provato prima. Il teletrasporto non può spostare le informazioni più velocemente della velocità della luce. L’informazione quantistica semplicemente non può essere trasmessa usando i normali sistemi di trasmissione digitale».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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