I ricercatori usano i droni per pesare le balene mentre nuotano

Come si pesa una balena vivente? La risposta ovvia è che gli scienziati non possono mettere questi grandi mammiferi marini su una bilancia. Ora i ricercatori dell’Aarhus Institute of Advanced Studies (AIAS) in Danimarca e della Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) negli Stati Uniti hanno ideato un metodo per stimare con precisione il peso delle balene che vivono libere utilizzando solo immagini aeree scattate dai droni. Il metodo innovativo, pubblicato sul British Ecological Journal Methods in Ecology and Evolution, può essere utilizzato per approfondire la conoscenza sulla fisiologia e l’ecologia delle balene.
I ricercatori misurando la lunghezza del corpo, la larghezza e l’altezza delle balene vive libere fotografate dai droni, sono stati in grado di sviluppare un modello che calcolasse accuratamente il loro volume corporeo e la massa. L’unico modo per ottenere dati sulla massa corporea delle balene in precedenza era di pesare individui morti o rimasti spiaggiati.
Fredrik Christiansen, assistente professore di AIAS, autore principale dello studio finanziato da una borsa di ricerca della National Geographic Society, ha detto:
«Conoscere la massa corporea di balene viventi apre nuove strade di ricerca. Ora saremo in grado di guardare alla crescita d’individui di età conosciuta per calcolare l’aumento di massa corporea nel tempo e il fabbisogno energetico per la crescita. Saremo anche in grado di esaminare il fabbisogno energetico giornaliero delle balene e calcolare quanto preda devono consumare».
Michael Moore, biologo della Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), tra gli autori dello studio, ha detto:
«Le misurazioni del peso delle balene vive in mare possono informare in che modo i fattori di stress cronici influenzano la loro sopravvivenza e capacità di produrre prole».
I ricercatori per calcolare il volume corporeo e la massa delle balene hanno prima scattato foto aeree di 86 balene al largo della Península Valdés, in Argentina. Le acque limpide e il gran numero di balene che vi si riuniscono ogni inverno per riprodursi, ne hanno fatto un luogo ideale per raccogliere immagini di alta qualità delle balene sia della parte dorsale, sia laterale, ottenendo in questo modo misure di lunghezza, larghezza e altezza.
Il modello ha anche permesso ai ricercatori di collaborare con il Digital Life Project dell’Università del Massachusetts ad Amherst negli Stati Uniti per ricreare prima una trama 3D della balena, e poi di lavorare con l’artista  Robert Gutierrez per riprodurre il modello 3D a colori della balena. I modelli possono essere utilizzati per scopi scientifici, come studio del movimento e per usi educativi.
Il metodo adeguando i parametri del modello potrebbe essere utilizzato per stimare la dimensione di altri mammiferi marini dove metodi alternativi, più invasivi, non sono fattibili o auspicabili.
Le balene (includono specie come la balenottera azzurra), sono gli animali più grandi del pianeta, con la massa corporea al centro del loro successo nel regno animale. Tuttavia, i dati sulle loro dimensioni sono stati storicamente limitati agli esemplari morti, con la maggior parte dei campioni provenienti da operazioni di caccia alle balene, pesca accidentale o spiaggiamento.
La raccolta di dati sulle balene morte ha dei limiti, come l’impossibilità di recuperare dati longitudinali sulla durata della vita di una balena e le imprecisioni dovute alla distorsione fisica delle carcasse causata dal rigonfiamento e dallo sgonfiamento.
Fredrik Christiansen in conclusione ha detto:
«La difficoltà di misurare la massa corporea in modo affidabile nelle balene che vivono libere, ha impedito l’inclusione della massa corporea in molti studi in ecologia, fisiologia e bioenergetica. Ora questo nuovo metodo permetterà di includere finalmente questa variabile centrale nei futuri studi sulle balene che vivono in libertà».

Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →