I ricercatori possono misurare l’insetticida sulla superficie della zanzariera

La zanzariera impregnata con insetticida è largamente usata in tutto il mondo per limitare la diffusione di malattie come la malaria trasmessa dalle zanzare. Ricercatori della North Carolina State University e dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno ora definito una tecnica che misura effettivamente la quantità d’insetticida che si trova sulla superficie di queste reti, aprendo la strada per determinare per quanto tempo sono efficaci.
Chuanzhen Zhou, scienziata responsabile ricerca e sviluppo di Surface Science Lab; ricercatrice presso Analytical Instrumentation Facility (AIF) dell’Università statale della Carolina del Nord ha detto:
«Fino ad ora non esisteva una tecnica consolidata per misurare la distribuzione e la concentrazione d’insetticidi sulla superficie della rete della zanzariera. Ciò è importante perché solo l’insetticida in superficie è biodisponibile e in grado di uccidere le zanzare».
Fred Stevie, ricercatore dell’AIF, ha aggiunto:
«Stavamo cercando un modo per risolvere questo problema, ora abbiamo sviluppato una tecnica per misurare due dei più comuni insetticidi utilizzati su qualsiasi tipo di rete, presumibilmente, saremo in grado di estendere la tecnica anche per altri insetticidi.
La nostra tecnica ha un impatto mondiale, ci sono più di un miliardo di reti, possiamo sapere quanto dura il pesticida e quanto spesso devono essere sostituite le reti delle zanzariere.
La tecnica in definitiva potrebbe aiutarci a esaminare anche una gamma di tessuti impregnati con insetticidi, dalle uniformi militari alle attrezzature per le escursioni».

Analisi dell’insetticida sulla superficie delle zanzariere
I ricercatori hanno iniziato concentrandosi sulla permetrina, uno degli insetticidi più utilizzati sulla rete delle zanzariere; per ottenere l’impronta chimica dell’insetticida hanno analizzato un campione di permetrina usando lo spettrometro di massa. Hanno quindi utilizzato la stessa tecnica per ricavare l’impronta chimica del materiale della rete. Ciò ha fornito ai ricercatori le informazioni di base di cui avevano bisogno per distinguere le sostanze una volta che hanno iniziato ad analizzare la rete trattata con la permetrina.
Il team di ricerca per analizzare i campioni della rete trattata con la permetrina ha utilizzato una tecnica chiamata spettrometria di massa di ioni secondari a tempo di volo (ToF-SIMS).
In pratica il campione bombardato con ioni di bismuto, espelle ioni dalla superficie del materiale campione. La quantità di tempo impiegato da ogni ione per arrivare al punto di raccolta indica ai ricercatori il tipo di atomo o molecola che lo compone: gli ioni più pesanti sono più lenti di quelli più leggeri. I ricercatori osservando i dati collettivi, possono determinare la quantità d’insetticida sulla superficie del campione.
I ricercatori hanno utilizzato anche una tecnica che impianta gli ioni nel campione, consentendo loro di determinare non solo quali materiali sono presenti ma la loro relativa abbondanza. Utilizzando entrambe le tecniche, hanno eseguito più analisi di campioni di zanzariere. I campioni andavano da reti nuove a reti che erano in uso da anni. I ricercatori confrontando i dati su campioni che uccidevano ancora le zanzare con dati provenienti da campioni che non funzionavano più, hanno determinato un livello in cui la permetrina diventa inefficace.
Lo studio proseguirà per determinare per quanto tempo la rete della zanzariera rimane efficace in varie condizioni e per applicare questa metodologia ad altri insetticidi utilizzati nelle zanzariere.

Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →