Crash dei neuroni, meglio il minibridge

Vado matto per il bridge, non nascondo questa mia passione e in questi giorni ho partecipato ai mondiali di Verona. Amo questo sport perché è un gioco che mi tiene attivo, che mi fa muovere i neuroni più velocemente, che mi diverte, che mi permette, tramite il tipico linguaggio bridgistico, di scambiare e continuamente elaborare informazioni.
Mi considero il numero uno della prima società informatica al mondo e nonostante questo, da pirla, non sono riuscito ad accedere alle finali delle coppie miste: pensate, non è bastato farmi accompagnare da mia moglie, la campionessa americana Saharon Osberg. Mi considero un vincente del bug e questa sconfitta non l’ho digerita. Per rifarmi ho deciso di investire un milione di dollari nel progetto Minibridge per insegnare il gioco ai bambini di 3-5 anni, in questo modo (e non sono sicuro), contro di loro, riuscirò a vincere qualche partita a bridge?

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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8 thoughts on “Crash dei neuroni, meglio il minibridge

  1. Se posso vengo anche io a giocare a minibridge,visto che non ci ho mai giocato,nel mio caso di far funzionare i neuroni,provo a far funzionare le chiappe,ciao caro amico dell’ironia,alla prossima partita.

    🙂

    L’ESPLORATORE

  2. Esploratore ciao, senza scomodare il bridge, per stimolare i neuroni, si può giocare con il nostrano scopone :-).

  3. Come si possa chiamare “sport” un gioco di carte… è un mistero che ancora non capisco.

    Scommetto, però, che lo scopone scientifico non avrebbe lo stesso onore.

  4. … mi fermo a quello che da noi si chiama la peppa tencia… 🙁 figuriamoci, quindi, se non solidarizzo con lui…

  5. Ciao!

    MSN ha ancora cambiato i link, ora il link esatto è

    se potessi cambiarlo mi farebbe molto piacere.

    Buona giornata

    Graziano

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