Così parlò Silvio, alias la Regina del Burlesque (vignetta)


I festini? “Solo gare di burlesque” e gli abiti da suora, “Vestiti regalati da Gheddafi”. La Regina del Burlesque, si presenta a sorpresa nell’aula del processo Ruby dove e’ imputato di concussione e prostituzione minorile, e nella pausa dell’udienza prima, e al termine della stessa dopo, fornisce ai giornalisti la sua versione dei fatti sulle serate di Arcore. Versione del tutto opposta a quella ipotizzata dai magistrati.
Descrivendo quelle che definisce “cene eleganti”, Silvio, Regina del Bluff, spiega:
Ad Arcore c’era un’atmosfera di simpatia e gioiosità, le ragazze mi sfidavano a gare di burlesque, però, per farmi vincere, si travestivano da poliziotte così perdevano regolarmente la gara, il lavoro, i fidandati.
Io, Regina del Bluff (senza trucco e senza inganno), ho sempre mantenuto ragazze, ragazzi, uomini, anziani”.
L’accostamento al burlesque fatto dalla Regina del Bluff, nel raccontare le serate di Arcore, fa arrabbiare Claudia Letizia, la vera regina degli spettacoli nati nella seconda metà dell’Ottocento nell’Inghilterra Vittoriana:
«Sono allibita. La nostra è una vera arte, un mestiere che richiede tanta fatica e preparazione, altro che poliziotte. Il burlesque ha una sua storia nasce da qualcosa che si vuole raccontare. Lo spogliarello, peraltro, è l’ultima delle cose. Addirittura c’è anche chi si scopre poco. Se penso poi ai travestimenti tipo infermierina o poliziotta… penso più a spettacoli tipo lap dance. Nulla a che vedere con il burlesque. Io per esempio mi ispiro a Sofia Loren. Purtroppo oggigiorno ci sono tante ragazze che comprano boa e pitone a due euri e si esibiscono ad Arcore, nei sottoscala della villa di Silvio, Regina del Bluff, pensando di imitarci, ma questi sono spettacoli veramente tristi. Il burlesque è un’arte e il massimo per noi è esibirci in teatro».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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