Correte, crolla il ponte: giornalisti,fotografi,ingegneri, e un cane, i personaggi che videro collassare il Tacoma Bridge

I lavori per costruire il Tacoma Narrows Bridge, iniziarono il 23 novembre 1938.
Inaugurato il 1° luglio 1940, dopo pochi mesi, il 7 novembre 1940, crollò per colpa del vento


Disaster, Tacoma Narrows Bridge collapse
 
Le testimonianze d’alcuni personaggi diventati famosi, per aver vissuto in prima persona la  tragedia.
Il fotografo – La foto più famosa del crollo del ponte è quella di James Bashford. La mattina del 7 novembre 1940, quando arrivò la notizia, Bashford, fotografo professionista, raggiunse rapidamente il ponte, iniziò a scattare le foto, dai primi detriti caduti in acqua fino all'immagine straordinaria del crollo, fotografia che continua ad essere la più riprodotta sul disastro.
 
L'ingegnere Frederick Burt Farquharson, professore del dipartimento d'ingegneria dell'Università Washington, assunto come consulente per studiare interventi per evitare le vibrazioni dei ponti, fu una delle ultime persone a lasciare il Tacoma Narrows Bridge. La mattina del 7 novembre 1940, si trovava sul ponte per acquisire dati.  Filmò le terrificanti oscillazioni e la distruzione del ponte.
In precedenza tentò di salvare il cane rimasto in macchina. L'impresa non andò a buon fine perché il cane reagì con un morso. Frederick Burt Farquharson, In seguito, in qualità d'esperto, cercò di spiegare le ragioni del disastro.
 
il giornalista, la sua auto e il cane – Il reporter Leonard Coatsworth, quella mattina, percorreva con la sua macchina il ponte. Ecco il drammatico racconto:
"Ero alla guida della mia macchina, superato le torri, il ponte iniziò ad ondeggiare violentemente da un lato all'altro. L'inclinazione mi fece perdere il controllo della macchina, frenai bruscamente, tirai su il freno a mano e uscii fuori sul ponte. Intorno a me sentivo paurosi scricchiolii. Tornai sui miei passi per recuperare il cane, purtroppo, prima di raggiungerlo, la macchina scivolò via, sballottata da un lato all'altro della carreggiata.
La mia unica speranza era quella di raggiungere la terraferma, carponi, poggiandomi sulle mani e ginocchia, percorsi 500 metri per raggiungere la salvezza".
Leonard Coatsworth (nel video è lui l'uomo che si vede qualche istante prima del crollo del ponte), raggiunta la salvezza, pronunciò queste parole:
"Oggi ho visto il ponte morire,  solo con la grazia di Dio, sono scampato alla morte".
 
Le perplessità dell'Ingegner Remo Calzona
Ad agosto scorso la casa editrice Dei-Tipografia del genio Civile, ha pubblicato un libro dell'Ingegner Remo Calzona, dal titolo sibillino "La ricerca non ha fine", nel quale vengono messi in discussione alcuni elementi del progetto. Calzona è stato per anni componente della Commissione Anas per il parere di fattibilità del Ponte, e sullo stesso argomento vanta il titolo di componente e relatore della Commissione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e coordinatore del Comitato scientifico della "Stretto di Messina".
Smessi i panni di consulente entusiasta del progetto oggi sostiene che il ponte potrebbe non stare in piedi a causa del suo stesso eccessivo peso e che i materiali potrebbero collassare, non essendoci prova della loro resistenza. In più esprime perplessità sulle reali condizioni di sismicità dell'opera, sulla situazione geomorfalogica, sull'impatto ambientale e socio culturale.

La bocciatura di Umberto Bossi

È un Bossi che parla in libertà quello che rilascia considerazioni sulle ultime “trovate” del governo a margine della finalissima di Miss Padania.  Per il ministro delle Riforme bisogna «valutare bene se il ponte serve o non serve. Io non sono un esperto ma quanto tempo fa guadagnare?».
Il leader del Carroccio smonta anche il “piano casa” appena anticipato da Berlusconi. «Alcuni ci credono molto. Io meno. Non ho capito a chi servono le case». Il rischio, secondo il senatore, è che si facciano «per darle agli extracomunitari».
«Quando l'edilizia va – ha detto – è vero che va tutto, perché dietro ai vetri si mettono le tendine, ci vogliono le porte e così via, ma dobbiamo chiederci se servono davvero, dobbiamo chiederci come aiutare la nostra gente». Per fare questo, secondo il senatur, bisogna «investire in soldi dello Stato per le cose già pronte», in modo che si «possano immediatamente aprire i cantieri e non si debbano aspettare i tempi della burocrazia», che rischiano di farle partire ad anni di distanza.
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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “Correte, crolla il ponte: giornalisti,fotografi,ingegneri, e un cane, i personaggi che videro collassare il Tacoma Bridge

  1. Capuncione no, il cane ha pagato con la sua vita, l’errore umano :-). ciao, buona domenica anche a te*

  2. Il progetto di questo ponte non vedrà mai la luce. Apriranno qualche cantiere, si papperanno i soldi, poi, chi si è visto, si è visto….

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