27 gennaio 2008, il giorno della Memoria

I video, la canzone, la storia per non dimenticare

Hitler è morto!

Bambini nell’Olocausto

Auschwitz – Francesco Guccini

Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento
Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.
Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

 

Mania Halef, bambina ebrea di due anni, assassinata dalle SS durante le esecuzioni di massa a Babi Yar, nel settembre 1941
Continua a leggere (se non hai letto l’articolo che ho pubblicato recentemente)

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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6 thoughts on “27 gennaio 2008, il giorno della Memoria

  1. Anch’io “mi chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello”, ma penso che la belva (o la bestia) umana forse non impararerà mai “a vivere senza ammazzare”.

    Per questo bisogna ricordare sempre

  2. Gardenia ho letto.
    Momolina con i tempi che corrono è meglio ricordarlo giornalmente :-).
    Grazia Purtroppo l’uomo ha nel suo Dna il codice della violenza è sempre pronto ad utilizzarla contro i suoi simili. Bisogna trovare la chiave per cancellare i codici della violenza ma non cancellare quello che la violenza ha fatto. Baciotto*

  3. Post necessario. Mi stupisce soprattutto che chi avrebbe dovuto ricordare più di altri non l’ha fatto.

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