L’ondata di locuste del deserto è un altro degli orrori del 2020

Raj Bhagat analista di telerilevamento lo scorso giugno ha notato uno strano segnale sul radar meteorologico indiano, sembrava una piccola striscia di pioggia in movimento vicino a Delhi, si muoveva verso sud-ovest, ma era convinto che fosse uno sciame di locuste, ha detto:
«La gente ha iniziato a segnalarlo con avvistamenti sul terreno, sciami di locuste giganti si erano diffusi nell’India settentrionale all’inizio dell’anno, devastando i raccolti e distruggendo i mezzi di sostentamento delle persone».
Raj Bhagat lavora al World Resources Institute India, a metà luglio ha identificato una formazione simile, questa volta vicino alla città di Lucknow, su Twitter l’ha indicato con l’hashtag #LocustsAttack.
L’ondata di locuste del deserto è un altro degli orrori del 2020, negli anni asciutti, gli insetti, con sfumature di verde, nero o giallo a seconda del loro stadio di vita, rimangono localizzate nei deserti dell’Africa, del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. Ultimamente, tuttavia, il tempo è stato più umido del solito. Le locuste del deserto si sono sviluppate in modo prolifico e sono emigrate in enormi sciami in paesi che non sempre le vedono in gran numero, tra cui diverse nazioni lungo il corno d’Africa, altri luoghi, come lo stato dell’Uttar Pradesh in India, per decenni non hanno avuto un’invasione di locuste.
L’epidemia di locuste è classificata in aumento dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), se cominciano a migrare in grandi gruppi (potrebbe accadere nel giro di un paio d’anni), e la situazione dovesse peggiorare, saranno ufficialmente considerate una piaga, tenendo conto che uno sciame di locuste su un chilometro quadrato, ogni giorno mangia quanto 35.000 persone.
Il danno fatto finora è già spaventoso. Le Nazioni Unite affermano che la fornitura di cibo di 25 milioni di persone nell’Africa orientale è stata minacciata dagli insetti: nella sola Etiopia hanno distrutto circa 200.000 ettari di colture; gli insetti in India nel frattempo hanno masticato 50.000 ettari.
Keith Cressman, responsabile delle previsioni sulle locuste presso la FAO, ha detto:
«La recente ondata di locuste potrebbe essere solo un accenno a ciò che verrà, grazie al clima estremo previsto a seguito del cambiamento climatico. Tali condizioni, compresi i periodi di piogge eccessive, sarebbero adorate dalle locuste».
La voglia di viaggiare delle locuste ha scatenato gli sforzi per sviluppare strumenti per seguire da vicino gli insetti. La FAO utilizza già i rapporti in tempo reale delle squadre di rilevamento delle locuste a terra e le immagini satellitari della vegetazione e degli eventi meteorologici per aiutare a prevedere quante locuste si riprodurranno e dove andranno. I paesi usano i dati sulle migrazioni delle locuste per determinare dove inviare in massa le squadre per sconfiggere gli insetti, utilizzando anche l’irrorazione aerea dei pesticidi.
Tra le tecnologie che potrebbero migliorare la sorveglianza delle locuste individuando le posizioni di sciami multipli in un dato momento ci sono i radar e i droni. L’idea di utilizzare tecnologie di telerilevamento come il radar per spiare gli sciami di locuste non è nuova, una lettera del 1955 sulla rivista Nature riportava il primo avvistamento di questo tipo sul radar navale britannico avvenuto l’anno precedente: la nave HMS Wild Goose aveva rilevato un enorme sciame di locuste del deserto, largo 48 chilometri, che sorvolava il Golfo Persico.
Raj Bhagat afferma di pensare che i suoi avvistamenti siano i primi rilevamenti radar meteorologici delle locuste in India, sebbene le sue osservazioni non siano ancora state confermate. Ryan Neely III, uno scienziato atmosferico dell’Università di Leeds nel Regno Unito, sta costruendo un sistema specializzato per fare lo stesso tipo di analisi, ha detto:
«È possibile utilizzare il radar meteorologico per individuare gli insetti, dopotutto, non sono così diversi dalle grandi gocce di pioggia».
Raj Bhagat e i suoi colleghi hanno scannerizzato gli esemplari di locusta del deserto in 3D, consentendo loro di prevedere la firma elettromagnetica di una singola locusta e, per estensione, come potrebbe apparire un intero sciame di locuste sul radar. Il modello può anche tenere conto delle particolari proprietà comportamentali delle locuste: a differenza delle gocce di pioggia, rimangono in alto fino a quando non sono pronte a scendere sul terreno. Teoricamente potrebbe essere automatizzato un sistema addestrato per identificare le macchie sui radar che sembrano sciami di locuste, al contrario di nuvole di pioggia o stormi di uccelli, che appaiono come simili macchie.
La sorveglianza dello sciame di locuste, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, potrebbe essere un vantaggio per i paesi che cercano di indirizzare meglio la loro risposta ai pesticidi, poiché la maggior parte della sorveglianza delle locuste si basa ancora sui dati raccolti a mano. Keith Cressman ha detto:
«Un ostacolo, tuttavia, è la disponibilità di radar meteorologici in quelle regioni più colpite dalle locuste del deserto. L’Africa è quasi del tutto priva di tali sistemi».
Raj Bhagat ha aggiunto:
«I radar meteorologici sono scarsi in India, riferendomi a parti del paese recentemente rovinate dalle locuste, neanche il 20% dell’area sarebbe potuto essere coperta da questi radar. Sebbene potenzialmente utile in alcuni luoghi, il rilevamento basato su radar chiaramente non sarebbe possibile ovunque».
Keith Cressman spiega:
«I satelliti in linea di principio possono anche essere usati per spiare le locuste dall’orbita, ma i dati ad alta risoluzione sono ancora più difficili da trovare».
Keith Cressman per il suo lavoro presso la FAO, si basa in parte sui dati caricati da squadre specializzate nell’individuazione delle locuste sul campo in circa 20 paesi in Africa, Medio Oriente e Asia sud-occidentale, questi team hanno a disposizione un tablet con un’app speciale attraverso la quale possono segnalare sciami di locuste. Il tablet è collegato via satellite al centro nazionale di controllo delle locuste di ciascun paese. Keith Cressman ottiene anche i dati nel suo ufficio a Roma, in Italia. Ha detto:
«Sappiamo esattamente, in meno di un minuto, dove sono le squadre e sappiamo anche dove sono le locuste. I dati che la FAO riceve ogni giorno, influenzano la pubblicazione di avvisi di allerta per i paesi in cui le locuste potrebbero migrare successivamente. La FAO ad esempio lo scorso maggio ha avvertito il Sudan di una di queste migrazioni. Gli avvisi consentono agli abitanti locali di organizzare operazioni di irrorazione di pesticidi».
Il sistema della FAO si chiama eLocust3. La Penn State University all’inizio di quest’anno ha rilasciato una versione semplificata dell’app eLocust3, può essere installata sulla maggior parte dei telefoni Android, uno sforzo per espandere il numero di persone che possono inviare segnalazioni di sciami di locuste alla FAO. La nuova app è stata scaricata più di 5.000 volte.
Keith Cressman afferma:
«La migliore fonte di informazioni sarà sempre una persona ben addestrata, purtroppo gli osservatori di locuste ben addestrati non possono contemporaneamente essere ovunque. E durante importanti migrazioni come quella vista quest’anno, ulteriori strumenti di sorveglianza delle locuste diventano ancora più utili. Ecco perché la FAO ha sperimentato droni per ampliare la portata dei team di rilevamento delle locuste. I droni possono mappare aree di circa 100 chilometri quadrati per rilevare la vegetazione verde che può ospitare locuste, possono anche raccogliere immagini ottiche per rilevare le locuste. I droni dopo quattro anni di esperimenti, sono pronti per essere schierati, non appena saranno revocate le restrizioni ai viaggi attivate per il coronavirus Covid-19, inseriremo squadre di droni. Grandi invasioni di locuste e la peste sono stati osservati all’inizio e nel 20° secolo. Esiste la possibilità che nei prossimi anni le popolazioni di locuste del deserto aumenteranno nuovamente. I meteorologi delle locuste hanno bisogno di tutti i dati che possono ottenere, ed è qui che i droni e le comunicazioni ad alta velocità possono tornare utili. Le locuste le devi affrontare quasi in modo militare e sistematico. È come una guerra, lo sai».

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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