La sfida alla cannella può essere pericolosa, i medici invitano bambini e ragazzi a non partecipare a questa sfida

Un team di specialisti sulla rivista Pediatrics ha sollecitato i bambini e ragazzi a non prendere parte alla cosiddetta “sfida alla cannella”, perché ciò potrebbe tradursi in pericolose reazioni negative a detta spezia.
La sfida alla cannella apparentemente è praticata da diverso tempo, i medici con notevole ritardo si sono resi conto che, data la sua crescente popolarità, potrebbe non essere una cattiva idea quella di rilasciare alcune avvertenze riguardanti i rischi sanitari associati a questa sfida.
La sfida alla cannella in sintesi è questa: una persona in un minuto o meno deve cercare di ingerire un cucchiaio di cannella in polvere senza bere l’acqua.
I ricercatori sulla rivista Pediatrics hanno scritto:
«La sfida è quella d’inghiottire un cucchiaio di cannella in polvere in sessanta secondi senza bere liquidi. Nella maggior parte dei casi gli effetti sono temporanei, ma per un certo numero di adolescenti ha procurato chiamate ai centri antiveleno, visite al pronto soccorso e anche ricoveri per quelli che avevano necessità di supporto ventilatorio per i polmoni collassati.
La sfida alla cannella è diventata così popolare che il numero di adolescenti che hanno richiesto cure mediche è triplicato dal 2011 fino al 2012.
La cannella costituisce una minaccia per il proprio benessere poiché è estremamente secca, l’impatto delle piccole particelle una volta ingerite o inalate accidentalmente, mette a rischio le proprie capacità respiratorie. In alcuni casi, una persona potrebbe anche soffocare a morte perché la cannella fondamentalmente è una polvere composta di fibre di cellulosa che sono, bioresistenti e biopersistenti: la cannella quando è all’interno dei polmoni non si scioglie.
L’inalazione della cannella può causare infiammazione polmonare, predisponendo le vie aeree per le lesioni epiteliali e cicatrici. La polvere di cannella aspirata che entra nelle vie aeree superiori può causare infiammazione e, nei casi più gravi, la polmonite ab ingestis (è una broncopolmonite che si sviluppa a causa dell’ingresso di materiali estranei nell’albero bronchiale, spesso proveniente per via orale o gastrica, compreso cibo, saliva o le secrezioni nasali). Secondo l’acidità dell’aspirato, si può sviluppare una polmonite chimica e batteri patogeni – in particolare batteri anaerobici – possono portare a un’infiammazione)”.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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