La Polonia, condannata dalla Corte Europea: negato aborto terapeutico a una donna polacca che ha rischiato di rimanere cieca

La Corte europea per i diritti umani, ha condannato la Polonia a risarcire con 25.000 euri, una donna polacca, che si è vista negare un aborto terapeutico.
La storia di Alicja Tysia, con gravi problemi alla vista, peggiorata drasticamente negli ultimi anni, inizia nel febbraio del 2000. Tre esperti oculisti, dopo una visita specialistica, mettono in guardia la donna: deve fare attenzione a una nuova gravidanza, è un rischio molto alto, può portarla alla cecità.
In Polonia, nazione ultra cattolica, l’aborto è illegale, viene praticato solo in casi in cui la gravidanza può creare rischi per la salute della madre o del bambino. All’epoca, nonostante i rischi, nessuno autorizzò l’aborto terapeutico per Alicja, lo negarono anche i tre esperti oculusti.
Alicja Tysia, obbligata a portare a termine la gravidanza, partorì un bambino; dopo qualche tempo, una grave emorragia retinica, rischiò di farla diventare cieca. Ora porta occhiali da vista con lenti spesse, vede a malapena gli oggetti a qualche metro di distanza. Una madre disabile con una magra pensione d’invalidità,  costretta a lottare contro le difficoltà per far crescere i suoi tre bambini.
L’intervento della Corte di Strasburgo sul caso della signora Alicja Tysiac, non influenzerà le rigorose leggi polacche sull’aborto – che alcuni politici della destra vogliono rendere ancora più rigorose -, ma ha messo in evidenza le difficoltà che hanno le donne polacche, nell’ottenere persino un aborto legale.
Una stima dei gruppi dei diritti delle donne polacche, valuta in appena  200, il numero annuo degli aborti legali, effettuati in Polonia.
Liberamente tradotto da Bbc News

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “La Polonia, condannata dalla Corte Europea: negato aborto terapeutico a una donna polacca che ha rischiato di rimanere cieca

  1. è incredibile che nel 2007 si sentano ancora queste notizie….ma mia massima solidarietà a quella donna!

  2. Speriamo che in Italia certe conquiste civili per le donne non si perdano mai!!!!

    Un ciao serale!!!

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