La Cina, fiuta l’affare, investe 70 milioni di euro per ristrutturare il villaggio di Mo Yan, vincitore del Premio Nobel per la letteratura

Orgogliosi funzionari locali, una settimana dopo che Mo Yan (in cinese classico significa “non parlare”, è lo pseudonimo letterario di Guan Moy, è diventato il secondo scrittore cinese nella storia del Nobel, dopo l’esule Gao Xingjian nel 2000), sono arrivati nel suo povero villaggio di Gaomi, per investire 70.000.000 di euro per trasformare la località in “Zona d’esperienza Culturale MoYan“.
La contea di Gaomi nella provincia orientale di Shandong, è sempre stata una  povera comunità di contadini. E’ qui che Mo Yan, per sopravvivere a un’infanzia difficile, mangiava la corteccia degli alberi e cercava a tentoni le verdure selvatiche (vedi il video dell’intervista su RaiNews nel 2005).

I giornalisti, quando hanno rintracciato la casa di famiglia del cinquantasettenne Mo Yan, hanno trovato il padre novantenne, tranquillamente impegnato al lavoro nell’azienda agricola, apparentemente non sconvolto dal clamore procurato dal figlio.
Gli ambiziosi capi del partito comunista, fiutando l’affare, hanno immaginato per la contea, un futuro commerciale con l’arrivo di turisti ad affollare la zona, per rendere omaggio al vincitore del premio Nobel per la letteratura.
Il Beijing News, in un articolo sul premio Nobel, ha riportato alcune notizie interessanti:

«Fan Hui, un funzionario locale, ha reso visita al padre di Mo Yan, per dirgli che dovevano ristrutturare la loro casa. Fan Hui, ha esordito con queste parole:
“Non importa se sei d’accordo, tuo figlio non è più tuo figlio, ormai è l’orgoglio della Cina, la casa non è più la tua casa“.
Fan Hui, ha scelto la dimora della famiglia del premio Nobel, per farla diventare l’attrazione principale della futura “Zona d’esperienza Culturale Mo Yan“; non solo, ha anche intenzione di creare un parco a tema basato proprio su Sorgo Rosso, il capolavoro di Mo Yan, che ha ispirato il film omonimo di Zhang Yimou, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino nel 1988.
Fan Hui, ha evidenziato che per il povero villaggio Gaomi, senza un richiamo come una montagna o un fiume, il premio Nobel è una grande opportunità per diventare una destinazione turistica. Le trattorie di Gaomi, sono state invitate a mettere riferimenti su “Sorgo rosso“. Gli abitanti del villaggio, prima dei pasti, sono stati incaricati di brindare a Mo Yan.
Li Danping, un poeta locale, ha detto che la contea, ora è “il terreno all’apice della letteratura cinese, è la terra sacra del Paese“.
I libri di Mo Yan, si vendono fuori dal villaggio, ma i suoi fans stanno già arrivando in massa, suggerendo che ci sarà il previsto sviluppo turistico.
Un visitatore dopo aver preso un ravanello dall’orto, è andato in giro per mostrarlo agli abitanti del villaggio, dicendo: “Questo è un ravanello di Mo Yan“.
Una madre in visita nel villaggio, dopo aver raccolto alcune patate nel terreno di Mo Yan, ha detto alla figlia: “Le faccio bollire in modo che le puoi mangiare e vincere il premio Nobel“.
Guan Moxin, fratello di Mo Yan, è stato costretto a intervenire per fermare la raccolta del grano della famiglia, lasciato sdraiato ad asciugare al sole“.
Mo Yan, intervistato da China Central Television, alla domanda se era felice, ha risposto: “Non lo so“. Inviato da Xinhua, l’agenzia di stampa governativa, alla domanda se la sua vittoria del premio Nobel, avrebbe acceso la passione per la letteratura in Cina, ha detto: “Penso che durerà al massimo per un mese, forse meno, poi tutto tornerà alla normalità“.
Ha aggiunto che aveva in mente di utilizzare il premio di 750.000 euro per comprare una “grande casa” a Pechino, ma poi si è reso conto che i prezzi degli immobili sono saliti alle stelle, poteva permettersi solo un appartamento di due stanze.
Il fratello Guan, invece, ha suggerito che è improbabile che Mo Yan, possa essere entusiasta del progetto di un parco turistico, a un giornale cinese ha detto:
Mo Yan, anche se ha vinto il Nobel, si opporrà a qualsiasi ristrutturazione. Troppo pubblico, troppa pubblicità, vuole mantenere un basso profilo, la gente non dovrebbe sapere chi è”.
Du Qinlan, la moglie di MoYan, ha detto:
“Mio marito, prima del premio Nobel, nel corso della sua carriera non aveva guadagnato molti soldi, il suo più grande piacere è “un piatto di gnocchi».

David Mitchell, autore britannico, recentemente ha assaggiato l’affetto dei fans cinesi che amano la letteratura. E’ accaduto nel mese di agosto, nel corso di una visita a Shanghai, per pubblicizzare un suo libro, è stato inseguito per strada da una folla di fans desiderosi di far autografare le copie del suo romanzo Cloud Atlas (in Italia, L’Atlante delle nuvole). Un ammiratore particolarmente tenace ha bloccato il suo percorso per fargli firmare un suo ritratto a grandezza naturale.
David Mitchell, ha detto: “E’ la prima volta che accade, al momento non ho idea del perché il mio libro è così popolare. Se scoprite qualcosa, fatemelo sapere”.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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2 thoughts on “La Cina, fiuta l’affare, investe 70 milioni di euro per ristrutturare il villaggio di Mo Yan, vincitore del Premio Nobel per la letteratura

  1. Ciao, Nic. Tutto bene? Contento di rileggerti. Visto? Per “colpa” di Splinder molti di noi, hanno perso i contatti e quelli che li hanno mantenuti, con l’utilizzo di spazi web sostitutivi, non si sono trovati bene, e piano, piano stanno mollando. Baciotto*

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