Buon compleanno, sono tanti ma non li dimostri

Fàustolo e Laurenzia, marito e moglie, vivono da anni in una capanna, vicino la riva del Tevere. Non sono extracomunitari, hanno scelto di vivere in quel rifugio per  non avere problemi con quelli che vivono sotto ai ponti. Stamattina ero da quelle parti perché Fàustolo mi doveva raccontare la storia dei suo figli.

La storia di Fàustolo
«Tanti anni fa, come mio solito, sedevo stanco sulla porta della capanna mentre Laurenzia, preparava la cena. All’improvviso, laggiù, verso il fiume, vidi un’ombra scura scivolare fino alla riva. Preoccupato, prendendo tutte le precauzioni, armato con un bastone, raggiunsi il punto dove avevo visto l’ombra: con grande meraviglia,  invece di imbattermi in qualche extracomunitario, davanti ai miei occhi, sdraiata su un fianco, vidi una lupa che amorevolmente allattava due neonati.
Credevo di sognare. Presi i due gemelli e di corsa tornai alla capanna, per metterli al sicuro e affidarli alle cure della mia Laurenzia".
Ecco, quei due bambini che adottai, quando divennero grandi, si misero in testa di costruire qui attorno la città che vedi. Per dargli il nome, decisero, di comune accordo, di osservare gli uccelli in volo: Romolo, il più fortunato, osservò più uccelli di Remo e vinta la gara, prese un aratro e, sul Colle Palatino, tracciò un solco per segnare la cinta della città, che chiamò Roma. Era il 21 aprile 753 a.C, Natale di Roma.
Purtroppo la nascita della nuova città segnò, la fine della vita di Remo. Romolo stabilì che nessuno, per nessuna ragione, poteva passare al di là del solco senza il suo permesso. Remo, forse per invidia o per burla, oltrepassò con un salto il solco e, ridendo, disse a Romolo: "Hai visto con che facilità sono saltato dentro"?
Romolo, preso dall’ira, si scagliò contro Remo e lo trafisse con la sua spada, uccidendolo. Romolo, rimasto solo, governò la città in modo saggio, poi un giorno, durante un temporale, scomparve, catturato in cielo dal dio Marte».

Rapito dal racconto di Fàustolo, lo ringraziavo per la bella storia che mi aveva raccontato. Poi preso da un dubbio, prima di salutarlo e andare via, chiedevo:
«Faustolo, sicuro che i tuoi figli adottivi si chiamavano Romolo e Remo? Sai, qualcuno, ha cercato di raccontarla a modo suo e …..»
«Lascia perdere, quello è ignorantone, io e mia moglie Laurenzia, quando l’abbiamo ascoltato, ci siamo fatti una fragorosa risata e continuiamo a ridere quando pensiamo al suo  Romolo e Remolo».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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5 thoughts on “Buon compleanno, sono tanti ma non li dimostri

  1. Romolo e Remolo resterà alla storia!!!!

    E la visita a papà Cervi annunciata anni fa in po,pa magna da Berlusconi???

    Pover’uomo, sarà morto da cento anni!!!!!!

  2. Lino si, è divertente :-).
    Fulvia :-).
    Loreanne Una perla dietro l’altro, si, ricordo anche quella di papà Cervi.

  3. 🙂 … ecco un’altra risata!

    Buon compleanno “convenzionale” a questa splendida città.

    Baciotti a te***

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